• Alfredo Saggioro

SINDROME DA DOMINANZA DI ESTROGENI: AL FEMMINILE MA ANCHE AL MASCHILE


Quando si parla di estrogenI non si intende un singolo ormone. È una classe di ormoni, o di composti a effetto ormono-simile, che hanno proprietà estrogeniche.

Ci sono estrogeni umani, estrogeni animali, estrogeni sintetici, fitoestrogeni e xenoestrogeni.

Gli estrogeni umani sono tre: estradiolo, estrone e estriolo e appartengono alla famiglia degli ormoni steroidei.

Dominanza di estrogeni è un termine coniato dal medico di Harvard John R. Lee M.D., nel 1993. Con questo termine si intende un eccesso di estrogeni relativamente al progesterone. Si tratta cioè di uno squilibrio fra l’effetto “stimolante” degli estrogeni (che provocano ansietà, insonnia, ritenzione idrica, aumentata proliferazione cellulare a livello di seno, utero, colon ecc.) e quello “calmante” del progesterone (che invece induce pazienza, sonno, inibizione della divisione cellulare, ecc.)

Essa colpisce una percentuale assai elevata di donne soprattutto dopo i 35 anni, ma non non si tratta di un fenomeno solo femminile, anche gli uomini ne soffrono, e molto più di quel che si possa pensare.

Infatti gli estrogeni sono prodotti anche nell’uomo (anche se naturalmente in minore quantità che nella donna) come pure il progesterone che non è affatto un ormone femminile come molti invece credono. Inoltre gli estrogeni vengono prodotti anche dalle cellule adipose per cui un uomo grasso potrebbe produrre perfino più estrogeni di una donna. Un alterato rapporto fra questi due ormoni a vantaggio degli estrogeni dà quindi origine ad una dominanza estrogenica.

Ricordiamo che questa non indica necessariamente una iperproduzione di estrogeni, essa infatti può manifestarsi in presenza di un livello di estrogeni elevato, ma anche normale o addirittura ridotto. Quello che importa, perchè si manifestiquesta disfunzione, è che questi estrogeni non siano adeguatamente controbilanciati da una sufficiente quantità di progesterone, e quello della carenza di progesterone pare essere un problema assai diffuso sia nelle donne che negli uomini.

Segni e sintomi della dominanza degli estrogeni includono:

  • Invecchiamento accelerato

  • Aumento di peso verso la mezz’età o la menopausa

  • Allergie

  • Disordini autoimmuni

  • Cancro della mammella

  • Dolorabilità mammaria

  • Mani fredde e sensazione di disfunzione tiroidea

  • Riduzione del desiderio sessuale

  • Dolori muscolari e articolari

  • Depressione

  • Scarsa lacrimazione e occhi “secchi”

  • Ciclo mestruale anticipato

  • Cancro dell’utero

  • Aumento dell’adiposità su addome, fianchi e cosce

  • Affaticamento cronico

  • Mastopatia fibrocistica

  • Disturbi di ideazione

  • Perdita di capelli

  • Cefalee

  • Ipoglicemia

  • Aumento della coagulabilità del sangue

  • Infertilità

  • Cicli mestruali irregolari

  • Insonnia

  • Perdita di memoria

  • Variazioni frequenti di umore

  • Sindrome premestruale

  • Cisti ovariche

  • Osteopenia pre-menopausa

  • Metabolismo rallentato

  • Disfunzioni tiroidee

  • Fibromatosi uterina

  • Ritenzione idrica e gonfiore

Cause della sindrome da dominanza di estrogeni

Oltre alle naturali fluttuazioni ormonali della menopausa, alcune scelte di stile di vita possono contribuire alla sindrome da dominanza di estrogeni: soprattutto una dieta povera di fibre, il sovraccaricare il fegato con tossine a origine endogena e l’assorbimento di tossine dall'ambiente.

A queste cause, possono associarsi stanchezza surrenale e stress (aumentata sintesi di cortisolo a discapito del progesterone), obesità (per eccessiva produzione di estrogeni dal tessuto adiposo), cicli anovulatori (assenza di progesterone).

Sovraccarico del fegato.

Il fegato è un vero e proprio filtro, per l’organismo. Esso disintossica il nostro corpo, ci protegge dagli effetti nocivi delle sostanze chimiche, dalle sostanze estranee e tossiche presenti nel cibo, dalle tossine ambientali e anche da prodotti naturali del nostro metabolismo, tra cui l'eccesso di estrogeni. Tutto ciò che altera la funzione epatica o impedisce la funzione disintossicante si tradurrà in un eccesso di estrogeni, sia in presenza di una condizione anatomo-clinica, come nelle malattie epatiche, sia di una causa esterna, come l'esposizione a tossine ambientali, farmaci o sostanze alimentari.

Gli estrogeni sono prodotti non solo internamente al nostro organismo come normale risposta fisiologica ai fabbisogni, ma anche come reazione a prodotti chimici e altre sostanze presenti nella nostra alimentazione. Quando non vengono adeguatamente smaltiti (catabolizzati), ci ritroviamo in presenza di livelli di estrogeni più elevati. Attraverso meccanismi molto simili, la sindrome da dominanza di estrogeni può essere scatenata nelle donne da troppo alcool, farmaci o tossine ambientali, tutti fattori che limitano la capacità del fegato di purificare il sangue dagli estrogeni, agendo competitivamente con i sistemi detossificanti.

Ambiente.

Viviamo in un ambiente estrogenico o femminilizzante. Alcune sostanze chimiche nell'ambiente e nei nostri cibi, una di queste è il DDT, bandito come insetticida (antizanzare) ma ancora utilizzato nelle coltivazioni in molti paesi da cui anche noi importiamo, causano effetti estrogenici. Sebbene vietato nel 1972, il DDT, e come suo prodotto di degradazione il DDE, è una sostanza estrogeno-simile ed è ancora presente nell'ambiente. Altri xeno-estrogeni, cioè sostanze chimiche ad azione estrogeno-simile, sono presenti nell’ambiente come pesticidi, diserbanti, cosmetici, detersivi, carni di allevamento, materie plastiche, emissioni dei motori a scoppio (ad es. diossina, atrazina, parabeni, BPA, benzofenone, ecc…) e residui ormonali possono essere presenti nelle carni e prodotti lattiero-caseari e avere anch’essi effetti estrogenici. Negli uomini, l'ambiente estrogenico può provocare una diminuzione di qualità dello sperma e quindi della capacità di procreare. Nelle donne, può portare a un'epidemia di malattie femminili, tutte riconducibili alla presenza di eccesso di estrogeni/carenza di progesterone. Nei paesi industrializzati come gli Stati Uniti, diete ricche di grassi animali, zucchero, amidi raffinati e di alimenti prodotti industrialmente possono determinare, nelle donne, livelli di estrogeni due volte più elevati di quelli delle donne dei paesi del terzo mondo.

Siamo costantemente esposti a xenobiotici (derivati dal petrolio), carni e prodotti lattiero-caseari carichi di xenormoni, e di forme di inquinamento e prescrizioni di ormoni sintetici (come 'la pillola' e il Premarin). Non è quindi troppo sorprendente che la dominanza di estrogeni sia diventata un'epidemia nei paesi industrializzati. Un eccesso di esposizione a queste sostanze potenzialmente pericolose ha conseguenze significative, una delle più importanti essendo costituita da anomalie riproduttive ce si tasferiscono direttamente sulla prole.

Il "deficit" di estrogeni, che molto spesso è utilizzato come spiegazione dei sintomi della menopausa o di vari problemi di salute non è supportato da dati rilevanti di ricerca scientifica.

Quando il ciclo mestruale della donna funziona normalmente, gli estrogeni rappresentano l'ormone dominante nelle prime due settimane e sono bilanciati dal progesterone, che è l'ormone dominante nelle due settimane successive del ciclo.

Dopo la menopausa, gli estrogeni sono ancora presenti e continuano ad essere prodotti nelle cellule adipose. La maggior parte delle donne in menopausa ha troppo poco estrogeno per sostenere una gravidanza ma quantità sufficienti per sostenere le altre funzioni normali del corpo.

Poche donne sono veramente prive di estrogeni; la maggior parte diventano, invece, carenti di progesterone. Se gli estrogeni diventano l'ormone dominante e il progesterone è carente, gli estrogeni in eccesso diventano tossici per l’organismo. Il progesterone ha un effetto equilibrante sugli estrogeni.

Somministrare estrogeni supplementari, anche in quantità minima, in una donna che non ne ha bisogno, o che non ha abbastanza progesterone per bilanciarli, può causare molti effetti collaterali gravi o diventare causa di malattia.

Quando una donna si lamenta di sintomi della menopausa, anche se minim, i ginecologhi, e comunque la medicina convenzionale raccomanderanno una prescrizione di estrogeni.

È irresponsabile e pericoloso quanto avviene relativamente alle prescrizioni di estrogeni, sia se somministrati per via orale, che transdermica o transvaginale per qualsiasi tipo di sintomo di pre-menopausa o menopausa, perché questa pratica può avere anche conseguenze tragiche, come evidenziato dalla lunga lista di disfunzioni e patologie gravi elencate all’inizio di questo blog.

Per saperne di più:

John Lee, Hopkins Virginia – What Your Doctor May Not Tell You About Menopause (revised edition) Warner Books 2004

Buona salute!

Alfredo Saggioro, M.D.

Chiara Saggioro, D.Sci., Ph.D.


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Prof. ALFREDO SAGGIORO

Gastroenterologia, Epatologia, Medicina Interna, Medicina Funzionale

 

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Biologa  D.Sci., Ph.D. 

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