• Alfredo Saggioro

NON SEMPRE IL REFLUSSO E' DA ACIDO: 5 SEMPLICI SEGNI O SINTOMI PER CUI POTRESTE AVERE POCO ACIDO


Domandatevi se presentate uno o più dei seguenti sintomi:

  • Indigestione: avete la sensazione di digerire lentamente e che il cibo rimanga a lungo nel vostro stomaco.

  • Bruciori allo stomaco o nella regione retrosternale: sintomi da reflusso gastroesofageo (MRGE).

  • Stipsi: non andate bene di corpo ogni giorno con una quantità di feci adeguata (20-25 cm).

  • Gas: principalmente sotto forma di meteorismo (gonfiore di pancia) o flatulenza.

  • Carenza di nutrienti: storia di anemia o di riscontro di valori bassi di micronutrienti (ad esempio calcio, magnesio, vitamina B12, ferro…).

Perché lo stomaco è così importante?

Il corpo produce acido cloridrico (HCl) principalmente per i seguenti scopi:

  • Attivare la pepsina, un enzima proteolitico specifico che viene a sua volta prodotto dallo stomaco. Il lavoro principale della pepsina è quello di degradare le proteine.

  • Mantenere un ambiente acido nello stomaco. Questo aiuta a ridurre le probabilità che si verifichino infestazioni o infezioni, provenienti dall’esterno, a causa dell'ingestione di parassiti, batteri e funghi.

  • Produrre il chimo acido (la miscela di cibo nello stomaco). Quando il chimo passa dallo stomaco nel duodeno, l’acidità stimola la colecisti (e il fegato) a liberare bile e il pancreas a produrre enzimi (lipasi, chimotripsina, amilasi, ma anche bicarbonati).

  • Trasformare alcuni minerali allo stato ionico così che possano essere assorbiti nell’intestino (ferro in primis).

  • Stimolare la liberazione di molti ormoni neuroendocrini che hanno la funzione di proteggere lo stomaco e migliorare la digestione.

Digestione e HCl:

L’acido cloridrico è veramente importante per iniziare la reazione a cascata che determinerà una digestione salutare. Se questo primo passo della digestione viene a essere alterato (ad esempio con farmaci antisecretori), è molto probabile che siate a rischio di presentare sintomi digestivi.

Come citato sopra, l’HCl attiva gli enzimi dello stomaco, nel piccolo intestino (duodeno, digiuno e tenue) e nel pancreas, per iniziare la degradazione delle proteine, dei carboidrati e dei grassi. Se la produzione di HCl non è presente nello stomaco in quantità sufficiente, quello che avverrà sono fenomeni di putrefazione e immarcimento delle proteine, fermentazione dei carboidrati e irrancidimento dei grassi.

Indigestione crea gas e bruciore!

Quando si verifica una carenza degli enzimi necessari alla degradazione degli alimenti si verifica quella che si definisce sindrome da malassorbimento (e maldigestione). Questa situazione provoca un aumento della pressone endoaddominale che, a sua volta, determina un indebolimento dello sfintere esofageo inferiore (che fa da valvola fra esofago e stomaco). Quando lo sfintere esofageo inferiore si “rilassa”, si determina una risalita in esofago, dallo stomaco, degli acidi organici derivanti dalla decomposizione degli alimenti (si determina cioè il reflusso o MRGE), che determinano a loro volta alterazioni dei tessuti esofagei (e sintomi di bruciore). Va ricordato che l’esofago non possiede protezione (muco) da un ambiente acido, come invece lo stomaco.

Fondamentalmente, valori bassi di acidità forniscono un ambiente per la crescita batterica nello stomaco o nel piccolo intestino, dove si determina malassorbimento. A questo punto si instaura un circolo vizioso di cattiva digestione, che raramente migliora per conto suo, tranne che si corregga la causa che la ha determinata.

Quando il cibo non viene completamente degradato, è frequente la formazione di gas che noi avvertiamo come eruttazioni, sensazione di gonfiore o gonfiore evidente e flatulenza.

Al giorno d’oggi troppi soggetti assumono farmaci che inibiscono la secrezione acida, che non correggono il problema alla radice, ma che invece tendono a crearne di nuovi e più severi come carenze di vitamina B12 o anemia da carenza di ferro, tanto per citarne alcuni. Nella mia esperienza clinica, la somministrazione di acido, sotto forma di betaina HCL, aiuta a rendere queste situazioni reversibili e a migliorare la digestione, per cui, diminuire la secrezione acida dello stomaco a lungo termine con farmaci non è una bella idea, né una strategia da perseguire.

L’acido protegge lo stomaco e l’esofago…è chiaro?

Forse è la prima volta che vi sentite dire una cosa del genere! Gran parte delle persone, medici inclusi, pensa all’acido gastrico come a un problema. Eppure l’acido prodotto dallo stomaco serve anche a stimolare la produzione di muco da parte delle ghiandole piloriche, e questo muco agisce come uno scudo contro l’acido stesso proteggendo la mucosa gastrica.

Le ghiandole piloriche secernono muco soprattutto per proteggere la mucosa gastrica. Esse secernono pure l’ormone gastrina.

Man mano che il vostro sistema digestivo perde capacità di degradare proteine, grassi e carboidrati, aumenteranno le probabilità che si verifichi una crescita eccessiva di batteri nell’intestino. Quando l’equilibrio fra i batteri diventa più disbiotico (più batteri cattivi rispetto a quelli buoni), anche questo fenomeno potrà contribuire a indebolire il vostro sfintere gastroesofageo, come ho già detto, e a fare comparire sintomi di bruciore.

Perché soffro di stipsi?

Quando il rapporto fra batteri buoni e cattivi svolta a a favore di quelli cattivi, possono verificarsi molte altre situazioni negative. La digestione diventa incompleta, e questo ha effetto sulla motilità (cioè sull’attività peristaltica). L’eccesso di batteri cattivi nel tratto digestivo determina la produzione di sostanze chimiche che rallentano i movimenti intestinali o le contrazioni di massa, che sono quelle che determinano il movimento di cibo attraverso l’intestino. In poche parole: più batteri cattivi significa avere un transito intestinale più lento.

Gran parte delle persone che vengono alla mia osservazione per sintomi digestivi presentano qualche tipo di infezione del tratto digestivo, che sia l’Helicobacter pylori o una miriade di altri parassiti, che è ben noto possono essere la causa di questi tipi di disturbi. E, se queste infezioni non vengono gestite e eradicate, i sintomi tendono a peggiorare ulteriormente o, comunque, a perdurare.

N.B. La stipsi cronica può anche essere correlata a ipotiroidismo e, in genere, quest’aspetto va investigato per escluderlo.

L’acido dello stomaco aiuta a assorbire anche micronutrienti.

HCl è indispensabile per ionizzare i minerali affinché siano assorbiti e utilizzati. Sono stati pubblicati molti studi che evidenziano deficienze in calcio, ferro e vitamina B12, in presenza di una secrezione acida carente. La carenza di acido favorisce quindi l’insorgenza di osteoporosi.

UNA RACCOMANDAZIONE!

Oggi la tentazione di curarsi da soli è molto forte. E in qualche situazione di particolare irritazione intestinale (o di ulcera) non è bene supplementare con HCl senza la guida di un medico di Medicina Funzionale. L'obiettivo non è mai, infatti, solo quello di far sparire i sintomi, ma di guarire, riportatndo la funzione di tutto il tratto digestivo alla normalità.

Talora saranno dunque necessari enzimi supplementari e sostanze che aiutino la guarigione del tratto digestivo da processi infiammatori e siano in grado di riparare il danno di membrana cellulare, o eradichino l’Helicobacter o i parassiti, o riducano l’eccesso di microbi cattivi, o il contatto con sostanze sensibilizzanti.

Contemporaneamente è molto probabile siano presenti problemi di postura, sia somatica che viscerale, per contrattura antalgica, cattiva respirazione, masticazione o come semlice risposta al dolore o al sintomo. Serve allora utilizzare le competenze di un osteopata esperto di viscerale, ed è per questo che io ci lavoro a stretto contatto.

E questo va valutato caso per caso.

Guyton & Hall Textbook of Medical Physiology, 12th edition, Saunders 2011.

Buona salute!

Alfredo Saggioro, MD

#malattiadareflussogastroesofageo #aciditàgastrica #ipoaciditàgastrica

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Prof. ALFREDO SAGGIORO

Gastroenterologia, Epatologia, Medicina Interna, Medicina Funzionale

 

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Biologa  D.Sci., Ph.D. 

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