• Alfredo Saggioro

MAL DI PANCIA? MAL DI SCHIENA? IL COLON E LA SALUTE DELLA TUA SCHIENA.


“ Posso affermare sinceramente di non avere mai coscienza della mia età.

Da quando ho giunto la maturità non sono mai stato consapevole di invecchiare, e posso dire senza ambiguità o riserve mentali che mi sento molto più vivo, agile e pieno di entusiasmo, oggi di quando avevo trent’anni. Ho tutt’ora la sensazione che i miei anni migliori debbano ancora venire. Non penso mai ai compleanni e neppure li festeggio. Oggi posso dichiarare onestamente di godere di eccellente salute e non mi importa di dire alla gente quanti anni ho: SONO SENZA ETA?!” Norman W. Walker, D.Sc., Ph.D.

Questa è Medicina Funzionale che implica che “il nostro corpo è la casa che ci ospita, una dimora che necessita di periodici controlli”:

  • il tetto potrebbe avere delle infiltrazioni,

  • l’impianto idraulico o quello elettrico potrebbero guastarsi,

  • gli infissi potrebbero non tenere più isolata la casa dall’atmosfera esterna,

  • le pareti potrebbero avere cedimenti e deteriorarsi nel tempo.

La stessa cosa avviene con il nostro organismo: ogni funzione vitale dipende dalle attenzioni

che giornalmente gli dedichiamo.

L’attenzione primaria riguarda la qualità del cibo che introduciamo.

Vi ricordo che nutrirsi correttamente, introducendo tutte le sostanze necessarie alle funzioni metaboliche, serve a ricostruire cellule e tessuti che compogono l’organismo.

E anche il cibo non digerito ossia i materiali di scarto e in putrefazione dipendono dalla qualità delle sostanze che si ingeriscono.

Il raggiungimento di un buono stato di salute viene spesso bloccato dall’accumulo di fermentazione che viene trattenuta nel nostro organismo.

Prima si ingerisce e poi si espelle e, in effetti, l’eliminazione di tutto il cibo non digerito

e dei materiali di scarto risulta un processo tanto importante quanto la corretta digestione delle proteine dei grassi e dei carboidrati, delle vitamine e degli oligoelementi contenuti negli alimenti.

Pochi sanno che il mancato e completo svuotamento del colon (eliminazione dei prodotti di scarto) causa una lenta agonia traducibile in dolori e disturbi di vario genere .

Il cibo che introduciamo non appena arriva nello stomaco evoca un riflesso detto

gastro-colico. Questo bellimbusto stimola il colon a spingere con un balzo in avanti il suo contenuto verso il sigma, poi il retto e infine verso l’ano.

Voi non ve lo ricordate, ma quando eravate lattanti ogni volta che ciucciavate il latte dalla vostra mamma, lei doveva cambiarvi il pannolino e questo è perfettamente normale; siamo noi che nell’età adulta ci educhiamo a non sentirlo, a causa dei ritmi frenetici e stressanti e della scomodità che ne deriverebbe, altrimenti questo riflesso sarebbe sempre presente dopo qualsiasi pasto, anche piccolo, e risulterebbe efficace.

Se fosse per questo famigerato riflesso, noi saremmo parenti stretti di tutte le toilettes in giro per il mondo.

Perché allora diventiamo stiptici?

Prima di tutto beviamo poco e introduciamo scarse quantità di fibre e questo riduce il volume delle feci mettendo in difficoltà la pompa peristaltica del nostro colon, che amerebbe spostare grandi volumi.

Provate a chiedere ai Bantù (popolo praticamente vegetariano) se sono stiptici: vi rideranno in faccia.

In secondo luogo sempre per la vita frenetica sopracitata, frequentemente noi evitiamo di rispondere affermativamente ai segnali del nostro corpo che ci avverte di andare al bagno. Anche questo è un pessimo atteggiamento, perché il grande fisiologo russo Pavlov, premio Nobel negli anni trenta, aveva affermato che quando noi sopprimiamo volontariamente un riflesso fisiologico, il riflesso scompare.

Ciò significa che sei noi diciamo di no all’andare al bagno, dopo un po’ il nostro corpo non ci avviserà più dello stimolo e di conseguenza subentrerà la famigerata stipsi (in termini medici, in questo caso si chiama dischezia), che è il risultato di una scorretta alimentazione, di una scarsa attenzione ai segnali che il nostro corpo ci dà e a vere e proprie aritmie intestinali che avvengono, come al cuore, di conseguenza allo stress, infezioni o quant’altro, e che via via determinano spasmi e alterazioni dei movimenti peristaltici corretti.

Anche quello che è chiamato dolicocolon, un organo tutto festonato e pieno di curve, non è una malattia primaria, ma la conseguenza di un colon disperato che cerca di trasportare in qualche maniera i suoi contenuti, superando la corsa ad ostacoli determinata da spasmi segmentari, arrotolamenti e torsioni viscerali, secondari a un contenuto scarso (palline dure come le feci delle capre) e quindi poco trasportabile.

Ma andiamo per gradi: il colon si estende dal cieco al retto, con una lunghezza media di 1,5 m.

Il suo diametro diminuisce progressivamente, da 7-8 cm nel colon ascendente, a 5 cm nel colon trasverso, a 3,5 cm nel colon discendente e sigmoideo. Nella parte inferiore del colon c’è una parte di dilatazione detta ampolla rettale.

Se vogliamo davvero comprendere perché noi proviamo certi tipi di dolore, e come questi possano avere origine, dobbiamo fare lo sforzo di comprendere bene l’anatomia e le varie connessioni strutturali che coinvolgono quest’organo: allora sarà più chiaro il perché del titolo di questo BLOG.

Il colon è a contatto con molte strutture poiché si estende da un lato all’altro, dalla cima al fondo della cavità addominale, e queste relazioni anatomiche sono una ragione per cui esso gioca un ruolo molto importante nella manipolazione viscerale.

Il cieco, lungo circa 6-8 cm e largo circa 5-7, può contenere circa 200 ml di materiale. E’ situato nella fossa iliaca destra. Sulla sua faccia superiore sinistra e su quella leggermente posteriore c’è la valvola ileo ciecale, un’apertura i cui bordi superiori e inferiore si proiettano nella cavità cecale. Strutturalmente questa valvola è derivata dall’invaginazione del l’ileo nel cieco.

Il cieco è a contatto con il peritoneo, la fascia iliaca, la guaina dei vasi iliaci esterni, il ligamento inguinale, il muscolo psoas detto anche muscolo spazzatura perché raccoglie le tossine dallo stesso colon e tutte le strutture vicine, i nervi femoro-cutanei e genito-crurali e uno stato grasso tra la fascia iliaca e il muscolo che contiene il muscolo crurale.

L’appendice vermiforme è una struttura che appartiene al sistema immunitario, situata 2-3 cm sotto la giunzione ileo-cecale, e misura 5-10 cm di lunghezza. Si trova in genere lungo la faccia mediale del cieco.

L’appendice viene a contatto con la parete addominale anteriore, l’intestino tenue medialmente, la faccia inferiore del cieco lateralmente e i vasi spermatici e iliaci inferiormente.

Questa situazione anatomica spiega perché, talora, i sintomi, oltre che sul muscolo ileo-psoas, si proiettino anche su ovaie, retto, e vescica.

Il colon ascendente sale verso l’alto e leggermente all’indietro di modo che l’estremità superiore è situata più profondamente. Posteriormente è collegato alla fascia iliaca, all’aponeurosi del muscolo quadrato dei lombi e dalla fascia peritoneale. Lateralmente è collegato con la parete addominale laterale e al diaframma muscolo principale della respirazione. Medialmente è connesso all’uretere destro, ai vasi spermatici o utero ovarici, alle anse intestinali e alla porzione inferiore della D2. Anteriormente è collegato alla parete addominale anteriore e alla parete inferiore del fegato, sul quale lascia un’impronta anteriormente rispetto a quella del rene sinistro.

Il colon trasverso si estende verso l’alto e verso sinistra a formare la flessura splenica che occupa una posizione più in alto di quella destra ed è decisamente sotto-costale. Può assumere diverse forme, tracciare una M, S U, V, W ecc.

Il colon discendente comincia dalla flessura splenica e finisce a livello della cresta iliaca.

La parte superiore del colon sigmoideo, che è fissa, inizia nella parte postero-superiore della fossa iliaca interna e va da cima a fondo lungo il bordo esterno dello psoas sinistro sino a 3-4 cm del ligamento inguinale. Qui si piega e attraversa la faccia anteriore dello psoas per entrare nella cavità pelvica. La parte del colon tra la cresta iliaca e la piccola pelvi è chiamato a volte colon iliaco, a contatto con la fascia iliaca la fascia di Toldt e i vasi iliaci esterni che corrono lungo il bordo interno dello psoas: anteriormente è collegata con il digiuno ileo.

La porzione mediana del sigma può essere lunga sino a 15 cm-16 cm. La parte inferiore del sigma comincia al bordo mediano del muscolo psoas sinistro e finisce al retto. Al bordo destro della cavità pelvica, si piega su stesso per abbassarsi obliquamente verso il retro e medialmente, raggiungendo il retto al livello di S3. Inferiormente, è a contatto con la vescica e il retto. Nelle femmine, è a contatto con la vescica, l’utero e in qualche caso con i recessi vescico_uterino e retto-vaginale.

Gli osteopati non devono manipolare il retto durante il trattamento del colon, ma risulta utile nel trattamento del coccige.

Le diverse parti del colon sono strettamente collegate e connesse con molte strutture importanti: le parti più mobili del colon sono il colon trasverso e il sigma.

Essi sono collegati alla parete addominale posteriore del tessuto connettivo che permette qualche movimento; è su queste parti mobili che il turgore e la pressione addominale hanno gli effetti maggiori.

I punti di riferimento per il colon trasverso e sigmoide variano molto secondo la respirazione, la digestione, e il riempimento dei vari organi circostanti. Per esempio, l’ansa pelvica del colon sigmoideo è spesso premuta in fuori dalle pelvi da una vescica piena (Dolore!!!!) o dal retto o l’utero o dal suo stesso riempimento. Si può perciò trovare sia nella fossa iliaca sinistra e destra sia nel contorno della pelvi. Normalmente, il colon trasverso si trova tra due piani trasversali, il superiore che passa attraverso le none cartilagini costali e l’inferiore attraverso l’ombelico e può abbassarsi fino alle pelvi.

Abbiamo preso pertanto conoscenza di come il colon, nella sua complessità e abbondanza di strutture che coinvolge, e mi scuso per i tanti (ma potrebbero essere molti di più) riferimenti anatomici, possa investire una serie di sintomatologie che spesso, impropriamente, vengono attribuite ad altri organi, particolarmente in ambito pelvico e di errata competenza urologica o ginecologica.

Ma vediamo ora perché, alterazioni spasmodiche della motilità, che spesso si traducono in alterazioni del transito e in stipsi, provochino dolori nella regione lombare, più spesso bilateralmente, ma anche localizzata da un solo lato. Abbiamo già citato il nostro muscolo spazzatura, sempre pronto a incavolarsi per le tossine prodotte da altri.

L’ileo-psoas

Lo psoas, un importante muscolo flessore con un nome esotico, è particolarmente sensibile a stati emotivi. E’ posizionato dalla coscia attraverso la lunghezza dell’addome ed è il principale flessore dell'anca: è lo psoas che alza la coscia mentre si cammina. Agisce anche in combinazione con i muscoli spinali per sostenere il rachide lombare.

Lo psoas è un muscolo bilaterale che si origina della ultima vertebra toracica e da ognuna delle cinque vertebre lombari e si estende verso il basso attraverso la pelvi per attaccarsi all'interno del femore superiore. Attraversa tre articolazioni principali — la presa dell'anca, l'articolazione tra la colonna lombare e il sacro (L5-S1) e l'articolazione sacroiliaca. Così è facile immaginare che se lo psoas non è sano e forte, ci sono importanti ripercussioni su tutto il corpo. Con uno psoas in salute il peso è sopportato attraverso le ossa e la camminata è iniziata dal plesso solare invece che dalle articolazioni del ginocchio o dell'anca.

La contrazione cronica dello psoas, sia determinata da stress o attività ripetitive, o ancor più da intossicazione derivante da un colon che funziona male, limita la gamma di movimento a livello dell'anca, con il risultato frequente di riflessi algici sulla colonna vertebrale lombare e le ginocchia. Quando la tensione dello psoas è asimmetrica, cioè un lato è più contratto rispetto all’altro, la conseguente inclinazione del bacino accorcia sensibilmente una gamba rispetto l'altra e provoca una compensazione fino alla colonna vertebrale per cui la testa cerca di rimanere a livello.

Questa tensione accorcia anche il tronco e riduce lo spazio per i visceri, così gli organi non funzionano nel modo più efficiente.

Attraverso le sue inserzioni sulle vertebre toraciche e lombari, lo psoas colpisce un certo numero di altri muscoli importanti, compresi il diaframma, il trapezio e il quadrato dei lombi.

Attraverso questi muscoli, la tensione dello psoas può seriamente compromettere l'integrità strutturale e il funzionamento fisiologico di tutta la parte superiore del tronco così come del bacino e dell’addome.

Non ci stupiamo, quindi, se a un colon che funziona male può corrispondere un dolore lombare o anche in altre regioni, ma anche se lo psoas lavora male o è intossicato, tutti gli organi viscerali addominali possono risentirne.

La valutazione osteopatica del trattamento viscerale:

Le indicazioni ono rappresentate soprattutto dai problemi di transito.

Quando il transito del colon è disturbato, il chimo e gli altri materiali stagnano, causando fenomeni irritativi locali che vanno dall’intestino irritabile alla colite, e che in ultimo possono portare ad infenzioni. La stitichezza è il risultato di un’atonia colonica, con cause multiple che vanno dalla semplice negligenza della dieta e dello stile di vita sino a una maggiore instabilità ormonale. Alcuni casi di stitichezza hanno origini meccaniche, soprattutto aderenze cicatriziali derivate dalle appendicectomie. In questi casi il trattamento viscerale osteopatico risulta soprendente ottenendo stupefacenti risultati.

Gli angoli del colon, il cieco la flessura epatica e splenica e il colon sigmoide, sono zone di ridotta circolazione specie a sinistra, e spesso i batteri o i parassiti si depositano in questi angoli. I muscoli del colon possono andare in spasmo, presentando un ostacolo al buon transito della circolazione dei fluidi. Un colon spasmodico, noto anche come sindrome da intestino irritabile, rappresenta una buona indicazione per le manipolazioni viscerali in osteopatia.

Nelle donne non è raro che l’ovaia destra e il colon siano collegati dalla struttura ligamentosa

E, in taluni casi, siano inclinati l’uno sull’altro. Mentre la congestione dell’ovaio può influenzare negativamente il cieco, crediamo che sia più comune l’infezione dell’ovaio causata da irritazione del cieco . Questo e gli effetti dell’appendicectomia, possono essere ragioni per le quali i problemi ovarici appaiono anche a destra.

Da questa lunga spiegazione avrete potuto capire la stretta relazione del colon con organi e strutture vicine. Il dolore va studiato nel suo insieme tenendo presente la struttura corporea di un soggetto, e la diffusione dello stesso, senza pensare di poter svolgere un lavoro viscerale che va a compartimenti stagno.

Buona salute!

Alfredo SAGGIORO, MD

#osteopatia #osteopatiaviscerale #doloriaddominali #maldischiena

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Prof. ALFREDO SAGGIORO

Gastroenterologia, Epatologia, Medicina Interna, Medicina Funzionale

 

Dr.ssa CHIARA SAGGIORO

chiara.saggioro@medicinafunzionale.org

Biologa  D.Sci., Ph.D. 

Nutrizionista  Funzionale

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