• Alfredo Saggioro

MEDICINA FUNZIONALE, MEDICINA ANTI-AGING E BELLEZZA


Cos’è la Medicina Anti-Aging?

La medicina anti-aging è l'apice della biotecnologia che si congiunge con la medicina preventiva clinica avanzata. La specialità è fondata sull'applicazione di tecnologie scientifiche e mediche avanzate per la diagnosi precoce, la prevenzione, il trattamento e l’inversione delle disfunzioni, dei disturbi e delle malattie che si associano con l’avanzare dell’età. È un modello di sanità che promuove scienza e ricerca innovative per prolungare la durata della vita sana negli esseri umani. Come tale, la medicina anti-aging si basa su principi di cure mediche sane e responsabili che sono coerenti con quelle applicate in altre specialità mediche preventive. Il modello medico anti-aging si propone di estendere la durata della vita così come di prolungare l’healthspan cioè la lunghezza del tempo che siamo in grado di vivere in modo produttivo e in modo indipendente, in completa salute.

Ma allora cos’è veramente la medicina anti aging?

  • E’ scientifica. Le procedure diagnostiche e terapeutiche anti-aging sono supportate da evidenze scientifiche e non possono pertanto essere considerate come aneddotiche.

  • E’ basata sull’evidenza. La medicina anti-aging richiede un processo ordinato di raccolta dati per formulare una valutazione scientifica e obiettiva sulla quale impostare una terapia efficace.

  • E’ ben documentata da articoli su riviste con referees. In questo momento preciso, la National Library of Medicine ospita più di 3450 articoli peer-reviewed sull’argomento della medicina anti-aging.

Centinaia di studi scientifici dimostrano chiaramente come modesti interventi di modulazione della normale dieta, sull’esercizio, nutrizione e singoli geni, in esperimenti di laboratorio, intervengono beneficamente e significativamente a mantenere le funzioni dell’organismo sane anche in vecchiaia. Molti di questi interventi sono anche in grado di modificare la durata massima della vita dal 20 al 800%. Attraverso i progressi quasi quotidiani nelle tecnologie biomediche legate alla ricerca specificamente incentrata sul evidenziare trattamenti per le malattie legate all'invecchiamento e modulando le disfunzioni metaboliche associate con la vecchiaia, nel prossimo futuro imminente, saranno ampiamente disponibili interventi efficaci per modulare il processo di invecchiamento negli esseri umani.

I ricercatori della Harvard School of Public Health hanno scoperto che lo stile di vita antinvecchiamento può aggiungere 24,6 anni di durata della vita produttiva. Il team di ricerca ha scoperto che gli americani più longevi sono le donne asiatico-americane che risiedono nella Contea di Bergen, New Jersey Stati Uniti d'America. Vivono più a lungo di qualsiasi altro gruppo etnico negli Stati Uniti con una vita media di anni 91,1. Al contrario, il team di Harvard ha scoperto che gli americani che presentano una vita più breve sono le popolazioni di nativi americani del Dakota del sud, che malgrado godano di assistenza medica gratuita o a basso costo vivono una vita media di 66,5 anni.

Una caratteristica distintiva della longevità femminile di Bergen County è che essi si avvalgono delle conoscenze dello stato dell’arte delle tecnologie biomediche sulle cure preventive avanzate, tra le quali screening preventivi, diagnosi precoce di malattia, interventi aggressivi e nutrizione ottimale – tutti capisaldi del modello medico anti-aging.

["Bergen County, NJ is long in longevity," New York Times, September 12, 2006; "Asian women in Bergen have nation's top life expectancy," Free Republic, September 12, 2006.]

Un primo studio rivela i segreti della salute eccezionale nella vecchiaia. Mark Kaplan, della Portland State University (Oregon, USA) e i colleghi hanno utilizzato The Health Utilities Index Mark 3 (HUI3), una misura multidimensionale dello stato di salute, per esaminare il mantenimento della salute eccezionalmente buono tra 2.432 canadesi anziani iscritti al Canadian National Population Health Survey, che ha seguito la salute dei partecipanti per un periodo di dieci anni, 1994-2004. I ricercatori hanno trovato che i più importanti fattori predittivi di ottima salute nel corso dell'intero decennio erano:

  • Assenza di malattie croniche

  • Reddito superiore ai 30.000 US $

  • Non avere mai fumato

  • Bere alcol moderatamente

  • Mantenere un modo di vedere le cose positivo

  • Gestire i livelli di stress

Il team commenta che: “molti di questi fattori possono essere modificati quando si è giovani o di mezza età. Mentre questi risultati possono sembrare di buon senso, ora abbiamo prove delle quali fattori contribuiscono a una salute eccezionale [mentre invecchiamo].”

[Kaplan MS, Huguet N, Orpana H, Feeny D, McFarland BH, Ross N. "Prevalence and factors associated with thriving in older adulthood: a 10-year population-based study." J Gerontol A Biol Sci Med Sci. 2008 Oct;63(10):1097-104.]

In tutto il mondo, le persone stanno cercando una ricetta che consenta loro di rimanere sani, attivi e vitali a lungo e significativamente in età avanzata. Di conseguenza, i principi dello stile di vita antinvecchiamento stanno guadagnando una accettazione rapida e diffusa come riferimento importante e integrante le abitudini di vita quotidiane per adattare lo stile di vita al fine di ottenere una vita più lunga e più sana.

Parliamo allora di restrizione calorica e invecchiamento

Sono necessarie alcune conoscenze di biologia molecolare per poter esprimere il significato vero della restrizione calorica sui processi di invecchiamento e, va inteso correttamente, restrizione calorica non significa digiuno, ma è sufficiente iniziare a ridurre la quantità di alimenti che siamo abituati ad assumere.

La restrizione calorica rappresenta uno stress per qualsiasi organismo biologico, perché le calorie sono necessarie alla trasformazione in energia chimica, che nell’organismo si chiama ATP (adenosintrifosfato).

Se si limitano le calorie complessive, sempre mantenendo in equilibrio le quantità di carboidrati, proteine e lipidi che si introducono, l’organismo risponde aumentando quello che possiamo chiamare l’enzima della vita, e cioè l’AMP chinasi.

A cosa serve questo enzima? È in grado di riciclare i prodotti di degradazione dell’ATP e, da questi, formare nuovo ATP, consentendo così al corpo di mantenere l’energia chimica necessaria al suo funzionamento, nonostante il minor apporto di calorie con la dieta. Si tratta di attivare, cioè, un vero e proprio strumento di riciclaggio delle scorie, come facciamo quando effettuiamo la raccolta differenziata dei rifiuti.

La regolazione positiva dell’AMP chinasi (cioè il suo aumento), è regolata da un gene che si chiama SIRT-1, quando viene espresso, induce la produzione di una proteina che si chiama sirtuina che mette in moto l’AMP chinasi. Ma l’attività della AMP chinasi è messa in moto anche dai polifenoli e quindi più carboidrati colorati si mangiano (cioè frutta e verdura che dovrebbero essere consumati in ragione di un chilo al giorno), più AMP chinasi viene prodotta. Questo processo porta a un aumento di produzione di ATP necessaria per aumentare l’energia globale disponibile e garantire quindi una vita più lunga e migliore.

Le cose però non sono così semplici, infatti, l’AMP chinasi partecipa anche in un altro modo alla regolazione del metabolismo, attraverso la riduzione di un altro fattore di trascrizione genica, conosciuto nei mammiferi come bersaglio della rapamicina, ovvero mTOR, che è uno stimolatore della crescita, in particolare a livello del muscolo, ma che si ritiene possa influire anche sulla proliferazione tumorale. Per questo motivo, non è difficile pensare che più viene ridotta l’attività del mTOR, più a lungo si vive, forse con una massa muscolare minore, ma qui interviene anche l’esercizio, ma anche con un turnover cellulare meno rapido.

Cosa può significare questo? È un fenomeno molto importante, perché, ogni volta che la cellula si divide perde un pezzetto della regione terminale del DNA, che si chiama telomero. Più i telomeri sono lunghi, più a lungo la cellula vive. Di conseguenza, se l’attività del mTOR diminuisce, il telomero resta più lungo e la cellula avrà una vita più lunga dividendosi per un periodo di tempo maggiore.

Un altro fattore di crescita che aumenta il turnover della cellula è l’ormone insulina. Studi su animali nei quali venivano rimossi i recettori cellulari per l’insulina, hanno dimostrato che questi vivevano più a lungo. Di qui l’importanza di ridurre il carico glicemico sostituendo gli zuccheri e gli amidi (cereali in prevalenza) con zuccheri provenienti da frutta e verdura, più lenti a essere assorbiti, e che richiedono un minor carico di insulina per essere utilizzati.

Infine arriviamo agli omega 3. Maggiore sarà il loro consumo, minore sarà il consumo dei telomeri. Il rapporto omega 6 / omega 3 nelle diete occidentali è ormai fra 10:1 e 20:1. Riuscire a mantenerlo 3 a 1 vuol dire fare tutto il possibile per vivere più a lungo.

Cosa c’entra tutto questo con la bellezza?

Il nostro obiettivo, come Medicina Funzionale, non è solo quello di allungare la vita o di mantenere un organismo nei suoi equilibri e quindi sano. Non è solo quello di recuperare equilibri persi e uscire quindi da uno stato di sofferenza dell’organismo e quindi di malattia. È quello, invece di garantire una vita qualitativamente bella e serena, attraverso il rispetto dell’organismo e del suo funzionamento, che presuppone non solo uno stile di vita alimentarmente adeguato, ma la postura, l’attività fisica, l’ossigenazione adeguata servono anch’esse a mantenere una l’efficienza globale sia dell’organismo, sia a livello cellulare.

Ricordate: “la longevità non può non essere intesa anche come bellezza”.

Una pelle più elastica, ben nutrita e meno rugosa, può rappresentare non solo un segnale d’invecchiamento ritardato, non essere solo la spia che gli organi interni sono ancora efficienti, ma essere anche una gratificazione personale, un piacere da cogliere e un sorriso per iniziare bene la giornata riconoscendosi allo specchio.

Per questo motivo, assieme a tutti gli accorgimenti necessari per migliorare il metabolismo cellulare e ridurre l’invecchiamento dell’organismo, assieme a tecniche di diagnosi talora non convenzionali e sofisticate, per riconoscere lo stato di salute cellulare, assieme a strumenti di “recupero funzionale” o di aiuto al ripristino delle energie cellulari perdute, utilizziamo anche strumenti non invasivi per il ripristino dell’aspetto fisico e il miglioramento della percezione di se stessi.

Ma di questo parleremo più estensivamente in un prossimo futuro.

Buona salute!

Alfredo SAGGIORO, MD

Chiara Saggioro, D.Sci., Ph.D.

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Prof. ALFREDO SAGGIORO

Gastroenterologia, Epatologia, Medicina Interna, Medicina Funzionale

 

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Biologa  D.Sci., Ph.D. 

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