• Alfredo Saggioro

ALLERGIE: NON SI TRATTA SOLO DI ANTICORPI


Carl Prausnitz era un batteriologo tedesco che soffriva di rinite allergica provocata dalle graminacee. Un suo giovane allievo, Küstner, soffriva fin dall'età di 6 anni di episodi allergici intensi al pesce. Prausnitz si iniettò del siero di Küstner su un avambraccio e successivamente dell'estratto di pesce, in entrambi gli avambracci, sviluppando una reazione solo su quello precedentemente sensibilizzato.

Fu la scoperta di quelle che allora si chiamarono reagine e che oggi chiamiamo IgE (anticorpi dell'allergia) e la nascita del prick test (che si chiama anche di Prausnitz-Küstner) per fare la diagnosi. Era il 1921.

Da allora molta strada è stata fatta, e ci siamo complicati la vita quando, accanto alle allergie vere e proprie, IgE mediate, abbiamo inventato le cosiddette intolleranze, o più precisamente reazioni avverse agli alimenti, IgG4 mediate, o almeno, così apparentemente viene considerato, perché, se leggete quanto segue, vedrete come, più probabilmente, il vero problema stia altrove.

La Medicina Funzionale, come sapete bene, non si ferma a fotografare i fenomeni, vuole andare alla radice, individuare le cause, perché solo così si può garantire una guarigione.

E non basta trovare a quale sostanza il nostro organismo reagisce male...noi vogliamo sapere anche perché. Per questo parliamo di Leaky Gut, per questo teniamo d'occhio il microbiota, per questo il sistema immunitario va capito nei suoi comportamenti.

Oggi vi parliamo di un aspetto poco preso in considerazione, ma che riteniamo possa avere un gioco importante nello sviluppo delle reazioni avverse del nostro organismo rispetto al mondo esterno, e vi parliamo di istamina.

L'istamina è un composto azotato coinvolto nei meccanismi digestivi, nella risposta infiammatoria e funziona pure da neurotrasmettitore in diverse funzioni cerebrali.

In natura la troviamo principalmente negli alimenti invecchiati, processati, fermentati, coltivati e "guasti".

Da un punto di vista della sopravvivenza della specie umana è stata una fortuna che i nostri antenati abbiano evitato le carni putrefatte. Quando infatti gli animali muoiono, i batteri presenti nel tratto digestivo se ne fuoriescono e cominciano a digerire le proteine. Alcuni degli aminoacidi vengono trasformati dagli enzimi batterici in amine bioattive, la principale delle quali è l'istamina (che deriva dall'istidina).

A bassi livelli l'istamina fa aumentare l'acidità dello stomaco, che è in grado di eliminare ogni batterio al quale possiamo essere esposti. Invece, a alti livelli, l'istamina può scatenare nausea, diarrea, palpitazioni e dilatazione dei vasi sanguigni che risulta in forti mal di testa.

Anatomia di una reazione da istamina

Entro minuti dall'esposizione a istamina possiamo provare i seguenti sintomi:

  • arrossamento al volto (vampate)

  • nausea

  • cefalea

  • rinorrea o congestione nasale

  • vertigini

  • tachicardia

  • ansia

Se la reazione continua, possono verificarsi i sintomi seguenti:

  • papule

  • gonfiore generalizzato

  • crampi addominali

  • diarrea

E, nei casi più gravi:

  • attacchi di panico

  • visione offuscata

  • broncocostrizione, asma e difficoltà di respiro

  • edema della laringe e rigonfiamento della lingua

Amine biogeniche: l'istamina è una di queste

Un'amina biogenica è una potente molecola capace di dare segnali pur essendo fatta di un solo aminoacido. L'istamina, per esempio, deriva da un comune aminoacido, l'istidina (gli aminoacidi sono i mattoni che costituiscono le proteine). Carne e pesce sono ricchi in proteine e, di conseguenza, pieni di aminoacidi.

Segue una lista delle amine biogeniche più comuni e degli amminoacidi da cui derivano.

  • Arginina - agmatina, putrescina, spermina, spermidina

  • Istidina - istamina

  • Lisina - cadaverina

  • Ornitina - putrescina, spermina, spermidina

  • Fenilalanina - feniletilamina

  • Tirosina - tiramina

Molte specie di batteri e di lieviti contengono l'enzima istidina decarbossilasi (HDC) che trasforma l'istidina in istamina o altre ammine biogeniche nelle loro forme attive. Quando la carne o il pesce non vengono consumati immediatamente o congelati, i batteri iniziano subito il loro lavoro scomponendo le proteine nei loro amminoacidi e metabolizzandoli. Uno dei prodotti è l'istamina.

Per chi è sensibile all'istamina, è importantissimo quindi mangiare carne e pesce freschissimi o avere l'assicurazione che erano stati rapidamente congelati. Sembra semplice, fino a questo punto, ma non è tutto qui.

Molta gente va fuori strada e fermenta alimenti a proposito. Aggiungiamo batteri al latte per fare formaggi e yogurt. Aggiungiamo lieviti all'uva per fare il vino. Aggiungiamo batteri alla carne per fare salami. Nella fase di preparazione, questi alimenti freschi - latte, uva e carne - che nelle loro forme fresche sono essenzialmente privi di istamina, diventano molto ricchi e con livelli elevati di istamina e altre amine biogeniche.

E questo non sarebbe un problema...a meno che non soffriate di intolleranza all'istamina.

L'intolleranza all'istamina è una intolleranza verso valori "normali" di istamina negli alimenti provocata da una attività diminuita degli enzimi che degradano l'istamina e, in particolare, della diaminossidasi (DAO) e della istamino-N-metiltransferasi (HNMT).

Nell'intestino l'enzima prevalente è la DAO, mentre in altre parti del corpo, come pelle e cervello è l'enzima HNMT a degradare l'istamina.

Pseudo-allergia da tossicità istaminica

Le amine biogeniche alimentari non si limitano ad essere presenti nella carne putrefatta o troppo frollata e nel pesce poco fresco. Sono presenti nei formaggi invecchiati, vino rosso, cioccolato, che sono tutti frequenti fattori scatenanti di episodi di emicrania.

E la carne che noi consumiamo non è il solo problema che abbiamo con i batteri. Infatti, il nostro intestino, ma direi tutto il mostro corpo, convive con una miriade di batteri (il microbiota) che, se si squilibrano, come nel caso, ad esempio della sovracrescita intestinale di batteri (SIBO = small intestinal bacterial overgrowth), o di sovracrescita di lieviti (SIYO = small intestinal yeast overgrowth), è possibile che, a loro volta, contribuiscano a produrre troppa istamina.

Molte persone che soffrono di intolleranza all'istamina presentano sia deficienze nella produzione dell'enzima DAO (che degrada l'istamina inattivandola), sia un eccesso di batteri o di lieviti che sono diventati fabbriche di istamina all'interno dell'apparato digerente.

Che cos'è esattamente l'intolleranza all'istamina?

L'intolleranza all'istamina colpisce almeno l'1% della popolazione e l'80% di quelli che ne soffrono si trova fra i 40 e i 60 anni.

Il termine "intolleranza all'istamina" venne introdotto come comune denominatore di sintomi quali dolore addominale, flatulenza, diarrea, cefalea, prurito, gonfiori oculari, ponfi, riniti, mestruazioni dolorose, difficoltà di respiro, episodi di tachicardia, palpitazioni e ipotensione che si verificano dopo aver consumato cibi ricchi in istamina [1].

L'intolleranza all'istamina può essere provocata dal fatto che disponiamo di quantità insufficienti di livelli troppo bassi di DAO. Questo enzima si trova, fra l'altro, nelle membrane delle cellule che rivestono il digiuno e l'intestino tenue e della prima parte del colon, per cui, le persone che presentano danni al sistema gastrointestinale sono a più alto rischio di intolleranza all'istamina.alattia celiaca

Le donne sono più comunemente affette dei loro colleghi maschi e questo perché gli estrogeni e l'istamina hanno un effetto di potenziamento reciproco - l'istamina può aumentare i livelli di estrogeni e viceversa, spiegando così perché l'intolleranza all'istamina sia associata a crampi pre-mestruali, emicrania mestruale e anche alla presenza di fibromi uterini.

Le donne in gravidanza possono provare notevole sollievo dalle loro ipersensibilità alimentari, in quanto la placenta secerne quantità molto elevate di DAO, l'enzima che distrugge l'istamina.

Che cosa scatena l'intolleranza all'istamina?

Le cause più comuni comprendono:

  • Malattie infiammatorie intestinali (o qualsiasi causa di danno alla mucosa che riveste l'intestino)

  • Malattia celiaca

  • Disbiosi intestinale

  • Sindrome da sovracrescita batterica nel tenue (SIBO)

  • Infezioni parassitarie, come ad esempio la Giardia

  • Sindrome dell'intestino permeabile (LGS = Leaky gut sindone)

  • Alcol o altri inibitori della DAO

  • Eccesso di ammine biogeniche nella dieta

  • Farmaci che aumentano l'istamina

  • Allergie alimentari

  • Polimorfismi genetici, come MTHFR e altri, che abbassano DAO, MAO, ALDH

  • Deficienze di co-fattori vitaminici - gli enzimi, come DAO e MAO si basano su co-fattori vitaminici e deficienze di questi co-fattori possono pure provocare una attività enzimatica anormale

Suggerimenti utili nel trattare l'intolleranza istaminica:

  • Inizialmente trattare eventuali disbiosi (alterazioni del microbiota intestinale), che potrebbero essere una o più delle seguenti:

  • Disbiosi fungina

  • SIBO

  • Infezioni batteriche

  • Infestazioni parassitarie

  • Mancanza di flora batterica intestinale salutare

  • Curare la permeabilità intestinale

  • Integrare una sana alimentazione con l-glutammina, aloe, DGL (liquirizia deglicirrinizzata) o altri supplementi utili alla salute intestinale

  • Evitare i più comuni allergeni alimentari

  • Assumere ceppi di probiotici che diminuiscono la produzione di istamina

  • il Lactobacillus ramnosus e il Bifidobacterium lactis possono ridurre la produzione di istamina, mentre il Lactobacillus casei la può aumentare

  • Usare antistaminici naturali

  • Acido ascorbico 1000-5000 mg al giorno - aiuta a degradare l'istamina

  • Vitamina B6 50-100 mg al giorno - importante per la sintesi dell'enzima DAO

  • Quercetina 3-6 grammi al giorno (meglio in polvere) - antistaminico naturale e stabilizzatore dei mastociti

  • Aumentare l'attività dell'enzima DAO

  • Assumere l'enzima DAO con i pasti

  • Diminuire la produzione di istamina

  • Evitare le bevande alcoliche

  • Evitare insaccati

  • Evitare prodotti di pesce processato. Utilizzare solo pesce sicuramente fresco e surgelati di buona qualità

  • Evitare i cetrioli

  • Evitare i cedri

  • Evitare il cioccolato

  • Evitare le noci (specie arachidi)

  • Evitare prodotti che contengano lievito o estratti di lievito

  • Evitare la salsa di soia e prodotti fermentati di soia

  • Evitare il tè nero e il tè verde

  • Evitare caffè e bevande contenenti caffeina

  • Evitare formaggi stagionati. Utilizzare invece formaggi a pasta molle (tranne il gorgonzola) e freschi.

  • Evitare gli spinaci in grandi quantità

  • Evitare pomodori, salse di pomodoro e ketchup

  • Evitare alimenti colorati artificialmente e con conservanti

  • Evitare certe spezie: cannella, anice, noce moscata, curry, peperoncino di cayenna, chiodi di garofano

  • Evitare farmaci che possano contribuire alla liberazione di istamina come i vasodilatatori

  • Eventualmente provare con farmaci che bloccano l'istamina

  • Farmaci bloccanti H1

  • Farmaci bloccanti H2

  • Disodiocromoglicato

Buona salute!

Alfredo Saggioro, M.D.

Chiara Saggioro, DSci., Ph.D.

Per saperne di più:

Komericki P. et al. Histamine intolerance: lack of reproducibility of single symptoms by oral provocation with histamine: A randomised, double-blind, placebo-controlled cross-over.study. Wien. Klin. Wochenschr. 2011; 123 (1): 15-20

http://www.ncbi.nim.nih.gov/pubmed/17490952

http://www.allergynutrition.com

http://thelowhistaminechef.co

#alllergia #istamina #leakygut

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Prof. ALFREDO SAGGIORO

Gastroenterologia, Epatologia, Medicina Interna, Medicina Funzionale

 

Dr.ssa CHIARA SAGGIORO

chiara.saggioro@medicinafunzionale.org

Biologa  D.Sci., Ph.D. 

Nutrizionista  Funzionale

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