• Alfredo Saggioro

UNA FRAGILE ARMONIA : COME PREVENIRE E CURARE L'OSTEOPOROSI


L'osteoporosi è un argomento importante, non solo perché molto frequentemente coinvolge donne e uomini, anche se in un rapporto 8 a 2 e perché può essere molto invalidante, ma per la quantità d’informazioni che sono state rivolte non solo alla classe medica, ma anche al grande pubblico, e sul quale sono state fatte molte mistificazioni.

L’osteoporosi è perdita di matrice ossea (proteine) e di minerali (calcio) che comporta una modificazione della struttura dell’osso con aumento della fragilità e quindi di fratture.

L’osso è un tessuto vivo, costituito da cellule (osteoclasti) che sono deputate a eliminare il tessuto invecchiato e osteoblasti che lo sostituiscono con nuovo. Da questo equilibrio deriva la sua salute, che può essere compromessa dalla sedentarietà, da alcol, fumo, da alimentazione inappropriata (carenze proteiche, di calcio e magnesio), da farmaci (ad esempio cortisone) e da tutte le influenze che ormoni hanno sulla sua crescita, estrogeni, vitamina D, ma molti altri.

E questo processo non è inevitabile, se capite bene, perché è, come tutti i funzionamenti del nostro organismo molto dipendente dallo stile di vita.

Tuttavia, oggi, siamo spesso condizionati dalle scelte che l’industria farmaceutica fa, identificando i nostri bisogni in quelli che producono reddito e la cura dell’osteoporosi è diventata prevalentemente impiego di una classe di farmaci, i bifosfonati.

I bifosfonati sono la terapia dell’osteoporosi?

Sono stati pubblicati molti studi sui bifosfonati. I farmaci più prescritti per l’osteoporosi. Un affare da 8,5 miliardi di dollari l’anno per le industrie farmaceutiche nel mondo.

Questo studi a lungo termine, che intendono dimostrare che questi farmaci sono utili nell’arrestare la progressione e a indurre una regressione dell’osteoporosi, affermano anche che circa un terzo delle donne che assumono questi farmaci sono ancora ad alto rischio di frattura.[1]

Vorremmo farvi capire che quasi tutti questi studi sono sponsorizzati da chi produce questi farmaci dei quali il Fosamax (alendronato) è uno dei più venduti per l’osteoporosi. Così, invece di concludere che i difosfonati non funzionano in oltre il 30% delle donne, affermano che le donne che non hanno ottenuto buoni risultati sono loro stesse responsabili.

I ricercatori affermano che le cause di insuccesso stanno nelle donne che probabilmente assumevano altri farmaci... fumavano... non facevano esercizio... niente nordic-walking, ad esempio... o che non assumevano il loro calcio (che comunque non serve a costruire ossa più forti). Se cliccate su questo link potete trovare come l’FDA sia dovuta più volte intervenire sull’informazione scorretta che riguardava questo farmaco.

Le donne sono colpevoli se si rompono le ossa! (almeno secondo i ricercatori autori degli studi)

In altre parole, i ricercatori hanno accusato le vittime, perché avevano subito fratture.

Che cosa sono i bifosfonati e quali gli effetti collaterali?

I ricercatori non si sono preoccupati di menzionare che questi farmaci presentano terribili effetti collaterali. I bifosfonati rappresentano il modo perfetto per creare ossa fragili, pronte a sbriciolarsi. Prenderli, significa avvelenare il vostro osso.

Come agiscono i bifosfonati?

Le ossa hanno cellule chiamate osteoclasti. Il loro compito è quello di rimuovere il tessuto osseo vecchio. In questo modo si crea lo spazio per altre cellule, chiamate osteoblasti, che hanno il compito di costruire nuovo tessuto osseo.

Nell’osteoporosi, si crea uno squilibrio. Può avvenire che gli osteoclasti stiano rimuovendo troppo tessuto osseo o che gli osteoblasti non stiano producendo abbastanza velocemente nuove cellule. Così, come obiettivo, le aziende farmaceutiche hanno trovato un modo per avvelenare gli osteoclasti. Hanno tagliato il loro rifornimento di sangue. Le cellule smettono di rimuovere il tessuto vecchio. Le ossa che si ottengono sono più dense (e facendo una densitometria ossea questo viene apparentemente misurato), ma quello che avviene è che la ricostruzione del tessuto osseo avviene costruendo su tessuto vecchio. Dopo un po', il tessuto osseo vecchio diventa più delicato e fragile come il vetro. Non è forte come l'osso che si sarebbe formato senza il farmaco.

In realtà, questi farmaci causano fratture ossee in posti strani dove non si dovrebbero mai rompere le ossa, come la mascella e il femore. In due rapporti sul New England Journal of Medicine sono state analizzate le donne che assumevano bifosfonati. Di quelle che ebbero una frattura mentre assumevano il farmaco, oltre il 65% subì una frattura molto rara nel mezzo della coscia.[2,3]

E uno studio finlandese ha trovato che si hanno oltre 90 volte più probabilità di avere una frattura rara dell'osso se si assumono farmaci per l’osteoporosi rispetto a se non li si assumono.[4]

Non vogliamo poi parlarvi anche degli effetti terribili che i difosfonati hanno sul sistema digestivo, procurando lesioni dirette e compromettendo l’integrità delle mucose: aumentando cioè la permeabilità intestinale, perché è nostra intenzione farvi capire come si possa prevenire e curare seriamente l'osteoporosi senza dover ricorrere a farmaci.

Aumentare la forza dell’osso in modo naturale.

Abbiamo aiutato tanti pazienti a recuperare la forza delle loro ossa e qui vi descriveremo alcuni accorgimenti, che assieme a una nutrizione equilibrata, mirata e personalizzata, ovviamente agiscono in maniera sinergica, per cui vanno presi in considerazione tutti allo stesso tempo:

  1. Prendete il sole. L’organismo utilizza vitamina D per produrre le cellule osteoclasti ed osteoblasti. Troppo poca vitamina D può portare a ossa fragili e sottili. La migliore fonte di vitamina D è il sole. Appena 10 minuti senza protezione solare al sole di mezzogiorno possono portare alla formazione di 10.000 IU di vitamina D e un’ora e mezza a 100.000. Ma è necessario rendersi conto che è l’esporre parti del corpo che di solito non vedono il sole a procurare i maggiori benefici sulla ricostruzione ossea. Buone fonti alimentari di vitamina D includono latticini e salmone, sgombro, tonno, sardine, uova e manzo nutrito con erba a pascolo, fegato. Noi prescriviamo anche supplementi di vitamina D. Ma assicuratevi di assumere la forma bioattiva della vitamina D, cioè la D3. In genere utilizziamo da 2000 a 5.000 IU al giorno, ma in casi di livelli ematici particolarmente bassi di vitamina D3, può essere necessario anche aumentare questa dose.

  2. Assumete anche questa vitamina poco conosciuta. La vitamina K2 regola il calcio e lo dirige nelle ossa. Ricercatori di Harvard hanno seguito oltre 72.000 donne per molti anni e hanno trovato che quelle che assumevano quantità più basse di vitamina K presentavano un rischio di fratture dell’anca aumentato del 30%. [4] Supplementi di vitamina K2 possono trovarsi in diverse forme, chiamate menachinoni (MK). Cercare un integratore con MK-4 e MK-7. Ed è liposolubile, quindi assumere la vitamina K2 con un pasto per migliorarne l'assorbimento. Vi consigliamo dosi da 45 a 90 mcg al giorno.

  3. Assumete anche molti carotenoidi. I carotenoidi sono una famiglia numerosa di composti essenziali alla vita delle piante in quanto proteggono dall'ossidazione la clorofilla e sono contenuti in tutti gli ortaggi dal giallo-arancione-rosso coi conferiscono il tipico colore. I più conosciuti sono il carotene e il licopene, che come tutti i carotenoidi non vengono sintetizzati nel nostro organismo, ma esercitano un effetto prezioso nel contrastare i radicali liberi. Ebbene, il licopene è prezioso nel contrastare l'osteoporosi. [6,7]. Noi quindi non l'utilizziamo solo per prevenire e curare l'ipertrofia prostatica e il cancro della prostata, ma anche con questa indicazione. Cercare un integratore che contenga almeno 5 mg di licopene, anch'esso liposolubile e quindi da assumere durante un pasto per migliorarne l'assorbimento.

  4. Date un’accelerazione ai vostri minerali dell'osso. Solo 55 mcg al giorno di selenio possono contribuire a ridurre il rischio di osteoporosi fino al 15%. È possibile ottenere selenio da noci del Brasile, carne rossa, tonno, uova e noci. Ovviamente è presente anche come integratore. Il boron protegge le ossa dalla perdita di calcio e magnesio. Il modo migliore per ottenerlo dal cibo è mangiando noci, susine, prugne, uva rossa, uva passa, mele, pere e avocado.

  1. Stressate le vostre ossa. Esercizi in cui si deve sostenere il peso del corpo, come camminare, Pilates o ginnastica ritmica, sono tutti utili per migliorare la forza delle ossa e aiutare a prevenire le fratture. Un programma di esercizi anti-age attraverso un progressivo stress intensivo ma breve dei muscoli e delle articolazioni, può essere veramente utile e ora ve ne mettiamo un esempio. (naturalmente gli esercizi vanno eseguiti in proporzione all’età e all’allenamento, senza mai forzare, ma, eventuamente, col tempo, aumentandoli di intensità e, come vedrete cliccando qui, sono solo poco più di 10 minuti al giorno).

  2. Correggete la postura. Non avete idea di quanto una postura scorretta possa influire sugli equilibri del nostro corpo e del nostro organismo e, negativamente, sull'osteoporosi. Per cui va corretta rivolgendosi a un osteopatia o fisioterapista competente in queste problematiche che potrà correttamente trattarvi e indirizzarvi a una soluzione.

Buona salute!

Chiara Saggioro, D.Sci., Ph.D.

Alfredo Saggioro, M.D.

Per saperne di più:

  1. Impel AE "Proportion of osteoporotic women remaining at risk for fracture despite adherence to oral bisphosphonate". Bone 2016;83:267-275.

  2. B, Lorich D, Lane J, et. al. “Atypical Fractures Of The Femoral Diaphysis in Postmenopausal Women Taking Alendronate.” NEJM 2008;358(12):1304-6

  3. Dennis M. Black, Ph.D., Michael P. Kelly, M.D., Harry K. Genant, M.D. et al. “Bisphosphonates and Fractures of the Subtrochanteric or Diaphyseal Femur” NEJM 2010;362:1761-1771.

  4. Tamminen I, Yli-Kyyny T, Isaksson H, Turunen M, Tong X, Jurvelin J, Kröger H. “Incidence And Bone Biopsy Findings of Atypical Femoral Fractures.” J Bone Miner Metab. 2013;31(5):585-94.

  5. Diane Feskanich et al. “Vitamin K intake and hip fractures in women: a prospective study.” Am J Clin Nutr 1999 vol. 69 no. 1 74-79.

  6. Sahni S, Hannan MT, Blumberg J et al. "Protective effect of total carotenoid and lycopene intake on the risk of hip fracture: a 17-year follow-up from the Framingham Osteoporosis Study". J Bone Miner Res. 2009;24:1086-94.

  7. Ardawi MS, Badawoud MH, Hassan SM et al. "Lycopene treatment against loss of bone mass, microarchitecture and strength in relation to regulatory mechanisms in a postmenopausal osteoporosis model". Bone 2016;83:127-40.

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