• Alfredo Saggioro

IL VOSTRO SANGUE VI INFORMA


Come ben sapete, siamo sempre alla ricerca di darvi informazioni su come dobbiate comportarvi per assicurarvi una vita lunga e in salute.

Purtroppo non è sempre possibile, ma dovreste fare tutti gli sforzi possibili per conoscere le vostre reali condizioni, specialmente se presentate sintomi. E’ l’unico modo per poi potervi porre rimedio.

Oggi vogliamo farvi conoscere un test che si esegue sul sangue e che presenta un fortissimo potere prognostico (è in grado, cioè, di stabilire un rischio) e, in questo caso il rischio è di morire precocemente.

Non vogliamo spaventarvi, ma solo darvi degli strumenti idonei per conoscere la vostra situazione o quella dei vostri cari e per porvi rimedio. Sì, perché c’è sempre un rimedio, meglio se di prevenzione, ma anche quando le situazioni cliniche sono andate un po’ oltre.


Il test si chiama BNP nel mondo anglosassone (brain natriuretic peptide = peptide natriuretico cerebrale).

Tenete presente che, se questo è elevato nel sangue, c’è un rischio aumentato del 25% di morte entro un anno, dopo un attacco cardiaco.

E ricordate anche che un valore di BNP che persiste sopra gli 80 pg/ml può essere un indicatore importante per stabilire se sia necessario un intervento più invasivo come un intervento chirurgico di bypass coronarico.

Inoltre, un BNP due volte superiore agli intervalli di normalità può essere indicativo di un rischio quatto volte maggiore di morte anche in persone che non presentano sintomi.

Non esiste altro test che abbia, come questo, la capacità di leggere nella sfera di cristallo e di determinare le vostre probabilità di andare incontro a uno scompenso cardiaco anche se non avete, al momento, alcun sintomo.

Proviamo allora a darvi una breve spiegazione.

Il BNP è un neurormone prodotto e liberato da cellule miocardiche specializzate presenti nei ventricoli del cuore in risposta a dilatazione eccessiva delle cellule muscolari cardiache (cardiomiociti). La sua liberazione è modulata dagli ioni calcio. E’ denominato BNP (da brain, cervello) perché è stato inizialmente identificato in estratti di cervello di maiale, anche se, nell’uomo, è prevalentemente prodotto nei ventricoli cardiaci.

Quando i ventricoli sono troppo sotto tensione o il lavoro richiesto al muscolo cardiaco è troppo elevato, come ad esempio nell’ipertensione non controllata, quest’ormone aumenta con l’effetto di ridurre le resistenze vascolari periferiche, la pressione venosa centrale e di aumentare l’eliminazione urinaria di sodio.

È quindi un indice che il cuore si trova in una situazione di sovraccarico di lavoro ed è molto interessante osservare che il BNP aumenta molto tempo prima che avvengano manifestazioni cliniche di questa condizione.

Questa è una buonissima ragione per essere sicuri che voi manteniate la vostra pressione all’interno dei limiti normali, perché così ridurrete l’eventuale stress ai ventricoli.

Quello che per noi risulta disarmante e molto contraddittorio è che non si tratta di un test nuovo. È conosciuto da decenni.

Vi sembra normale che molti cardiologi non lo conoscano e che, anche se sanno della sua esistenza, continuino a non prescriverlo?

L’altra faccia della medaglia è data da un articolo pubblicato sul Journal of the American Medical Association (JAMA) oltre dieci anni fa da parte di cardiologi ricercatori fra le massime autorità del campo, che dichiarava che il BPN-test “costituisce un marcatore di malattia cardiovascolare e di rischio di morte più significativo della proteina-C reattiva (PCR)”.

E allora? Se le massime autorità in campo cardiologico ne parlano così favorevolmente, perchè non viene utilizzato?

Uno dei motivi per cui non ne avete forse mai sentito parlare è che non esiste al momento alcun farmaco che l’industria farmaceutica sia in grado di proporre per correggere un BPN elevato.

È importante anche capire che avere un BPN all’interno del range cosiddetto di normalità non significa affatto che tutto va bene. Esistono studi che evidenziano un rischio dieci volte elevato di morte precoce già se siete all’interno del quarto quintile ovvero: se i vostri valori rientrano nel quarto superiore dell’intervallo di normalità. Altri studi hanno evidenziato un aumento del 50% delle morti per valori all’interno del quarto quintile, altri un 20% di rischio in più se al di sopra del quarto quintile.

Ma, al di là di queste considerazioni che provengono dalla letteratura scientifica, quello che vorremmo dirvi è di chiedere ai vostri medici di richiedere il test BNP/pro-BNP (quest’ultimo è il precursore inattivo) per conoscere se siete sulla strada di poter soffrire di insufficienza cardiaca. E’ il test che, ad oggi, è maggiormente predittivo.

E sulle riviste mediche cardiologiche più accreditate, potete facilmente trovare riferimenti che affermano: “Determinazioni seriate dei livelli di BNP durante il follow-up di pazienti ambulatoriali che hanno sofferto di una sindrome coronarica acuta rappresentano il miglior modo di conoscere il rischio di morire o di un nuovo episodio d’insufficienza cardiaca congestizia.

Ma si può fare qualcosa? Leggete qui.

Come trattare un BNP elevato

Vi parleremo ora dei nutrienti naturali che riducono i livelli di BNP.

La soluzione è quella di assumere la vera vitamina E che comprende quattro tocoferoli e quattro tocotrienoli (alfa, beta, gamma e delta).

Sappiamo che i tocotrienoli sono i precursori dell’ormone natriuretico e sono parte essenziale di quello che l’organismo utilizza per far sì che il BNP aiuti a guarire il cuore.

È triste pensare che se richiedete ai vostri medici o cardiologi a cosa servano i tocotrienoli, gran parte di essi vi risponderà di non averne mai sentito parlare, anche se sono cruciali nel trattare un BNP alterato.

E, naturalmente, anche questa informazione non è nuova. Conosciamo da oltre dieci anni che i gamma tocotrienoli possono abbassare i livelli di BNP.

Non dimenticate un fatto rilevante, i tocotrienoli sono necessari per combattere il cancro essendo in grado di far sì che le cellule neoplastiche commettano suicidio e arrestino la capacità di produrre metastasi. Infatti, i tocotrienoli si sono dimostrati in grado di arrestare la crescita delle cellule del cancro della mammella negli umani, di migliorare la pressione arteriosa, di prevenire episodi di trombosi, migliorare il diabete e molto altro. Provate a dire il nome di un solo farmaco in grado di fare tutto ciò! Eppure ci sono oncologi e cardiologi che non ne hanno mai sentito parlare e che non prescrivono questo nutriente, assolutamente indispensabile, alle persone che ne potrebbero trarre beneficio.

Una delle altre costituenti della vitamina E, il tocoferolo gamma, è pure in grado di abbassare il BNP. E questo è uno dei motivi per cui il tocotrienolo gamma è, in genere, basso nei pazienti con malattia coronarica.

Ma state attenti di stare alla lontana dalla semplice e generica “vitamina E” (che normalmente è alfa-tocoferolo sintetico) che, al contrario, abbassa i livelli di gamma-tocotrienoli. Controllate sempre i vostri prodotti multivitaminici e vedete se contengono solamente alfa-tocoferolo, una delle 8 parti della vitamina E che, in realtà, porterà a una carenza delle altre forme. Statene alla larga!

E allora cosa fare veramente per ridurre il BNP?

Per prima cosa essere sicuri di avere buoni livelli delle otto forme della vitamina E.

Il BNP risponde bene anche a un’alimentazione povera di sodio. Cambiate il sale con un sostituto potassico, che si trova in qualunque supermercato.

E alla fine?

Il test BPN evidenzia rischi anche quando tutti gli altri test sono normali e anche quando non ci sono sintomi evidenti. Perciò, dopo che avrete eseguito il BPN test e pro-BPN, non esitate ad assumere la vitamina E completa e chiedete pure, al vostro medico, di richiedere un profilo che, sempre negli Stati Uniti si chiama Cardio/ION e comprende il dosaggio di testosterone, magnesio intra-eritrocitario, livelli di EPA e DHA, CoQ10, insulina, fibrinogeno, PCR-HS, omocisteina, lipoproteina A, rapporto AA/EPA, vitamina D, vitamina E (alfa tocoferolo e gamma tocoferolo). Potrebbe essere il miglior test per ottenere uno stato accurato degli altri marcatori cardiaci e conoscere così come trattare altri eventuali parametri alterati.

Buona salute!

Chiara Saggioro, D.Sci., Ph.D.

Alfredo Saggioro, M.D.

Per saperne di più:

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Rogers Sherry, Total Wellness, Prestige Publishing, May 2013

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Prima che prescriviate o autoprescriviate una terapia qualsiasi, noi raccomandiamo che vengano seguiti i principi standard di cura della professione medica, come pure che ricerchiate, eventualmente, altre fonti di informazione che confermino quanto scriviamo.

La Medicina Funzionale comprende la totalità delle funzioni che regolano il funzionamento dell’organismo, sia biofisiche, biochimiche, enzimatiche, endocrine immunologiche, sia bioenergetiche.

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Gastroenterologia, Epatologia, Medicina Interna, Medicina Funzionale

 

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