• Alfredo Saggioro

LE MALATTIE AUTOIMMUNI POSSONO INIZIARE NELL'INFANZIA: NUOVI DATI SUL RUOLO DEL MICROBIOTA!


La Medicina Funzionale sostiene da tempo come possa esserci una relazione stretta fra alterazioni del microbiota iniziate in età infantile, per un utilizzo eccessivo di antibiotici anche per patologie limitate come tonsilliti o otiti. Ora abbiamo sempre più conferme, come quella che ci proviene da uno studio pubblicato sul Journal of Leukocyte Biology nel numero di aprile, da ricercatori della Monash University in Australia.

Il microbiota intestinale inizia a formarsi nei primi giorni di vita, ma il suo sviluppo pieno richiede anche qualche anno e interromperne precocemente lo sviluppo può provocare seri danni, anche se apparentemente ancora reversibili.

I ricercatori sanno da tempo che l’uso di antibiotici nell’infanzia può ostacolare la normale crescita e sviluppo dei batteri nell’intestino. Questo, a sua volta, influenza le funzioni del sistema immunitario che è contenuto, per circa il 70 per cento, nell’intestino.

L'intestino è sede di migliaia di miliardi di batteri che svolgono un ruolo cruciale per la nostra salute fisica e mentale, comprendendo l'apparato digerente, il cervello e il sistema immunitario. Un effetto collaterale degli antibiotici è che possono uccidere indiscriminatamente ceppi importanti di batteri salutari (buoni) assieme ai batteri nocivi verso i quali sarebbero diretti.

Il nuovo studio

Uno studio effettuato alla Monash University, sui topi, mette in evidenza come l'utilizzo precoce di antibiotici nella vita possa ridurre i batteri dell'intestino e che questo fatto, a sua volta, potrebbe contribuire allo sviluppo di infiammazione intestinale, ovvero di Leaky Gut.

John Wherry, Ph.D., vice redattore della rivista, afferma: "Ormai abbiamo capito come i nostri batteri intestinali abbiano un ruolo importante nel plasmare la salute del sistema immunitario e la malattia, ma i dettagli di questo processo rimangano ancora da approfondire." "Questi nuovi studi forniscono un importante indizio su come i primi segnali provenienti dai batteri presenti nel nostro intestino possano condizionare le cellule immunitarie critiche e come questi eventi neonatali possono avere influenza sul potenziale di malattia, più tardi nella vita."

I linfociti T CD4 sono noti per svolgere un ruolo critico nella risposta infiammatoria. Disfunzioni nel funzionamento di queste cellule sono responsabili della risposta immunitaria iperattiva che può condurre allo sviluppo di condizioni patologiche o malattie infiammatorie croniche come la Malattia di Crohn, il lupus, la sclerosi multipla, la tiroidite di Hashimoto e molte altre malattie autoimmuni.

In questo studio, i ricercatori hanno trattati topi femmina con l'equivalente di più di 100 volte una normale dose umana di diversi antibiotici durante la gravidanza e anche trattati i loro cuccioli con gli stessi farmaci durante le prime tre settimane di vita. Un secondo gruppo di topi incinte e loro cuccioli sono rimasti non trattati per agire come gruppo di controllo.

I cuccioli trattati con antibiotici presentavano livelli ridotti di batteri nell'intestino, come era previsto. Al raggiungimento delle otto settimane di vita, nei cuccioli, i ricercatori hanno esaminato la presenza di cellule T CD4 in entrambi i gruppi trattati e non trattati cercare di comprendere se queste cellule fossero modificate al punto di poter indurre infiammazione intestinale in altri topi.

Il risultato è stato che le cellule immuni dai topi trattati con antibiotico erano in grado di indurre una malattia infiammatoria significativamente più grave e in grado di svilupparsi più rapidamente che non le cellule immuni dei topi non trattati, iniziando così una condizione di alterata permeabilità intestinale.

I topi trattati con antibiotico presentavano inoltre un aumento degli ormoni dello stress, il che suggerisce una connessione fra una riduzione dei batteri (buoni) nell'intestino e la capacità di risposta allo stress.

È importante notare, tuttavia, che in questo studio gli effetti degli antibiotici sui topi erano reversibili. Se si permetteva ai cuccioli antibiotico-trattati di riconquistare le popolazioni di batteri normali dell'intestino, i topi che ricevevano un trapianto delle loro cellule del sistema immunitario non presentavano maggior propensione alla malattia. In questi topi, inoltre, i livelli di ormone dello stress si normalizzavano, e questo suggerisce che "gli effetti del trattamento di antibiotici sui batteri dell'intestino sono indiretti, potenzialmente agendo attraverso gli ormoni dello stress", almeno così viene affermato dall’autore dello studio Colby Zaph, Direttore del Laboratorio di Immunità Mucosale e Infiammazione all’Università di Monash, Australia.

Se vogliamo speculare oltre lo studio: come prevenire e trattare le malattie autoimmuni

Se da un lato questo studio allarma, e mette in relazione la salute del microbiota con la salute intestinale, la permeabilità e la possibilità di iniziare un percorso nocivo di infiammazione e autoimmunità, mettendo in relazione non solo gli effetti sulle cellule del sistema immunitario, ma la possibilità di alterazioni ormonali per la modificazione dei metaboliti prodotti da un microbiota modificato, la buona notizia è che determinati cambiamenti dello stile di vita – come adottare una dieta che garantisca la salute intestinale, come imparare a gestire i livelli di stress e fare esercizio fisico regolare – potrebbero rappresentare una reale differenza per la salute intestinale e di conseguenza del sistema immunitario. "Sappiamo che il microbiota dell'intestino può essere alterato dallo stress, antibiotici, dieta troppo ricca di grassi e un ambiente eccessivamente pulito,'" afferma la prof. Yuying Liu professore associato di pediatria e gastroenterologia dell’Università del Texas, che ha condotto una ricerca sui batteri dell'intestino e autoimmunità. "È ragionevole ipotizzare che gli interventi sullo stile di vita potrebbero contribuire a prevenire o curare le malattie autoimmuni."

Questo approccio rappresenta il maggior investimento della Medicina Funzionale sulla salute in genere e in queste malattie specifiche, a cui, ovviamente, vanno affiancati tutti gli interventi nutraceutici di riequilibrio per una vita sana e esente da malattie!

Buona salute e Buona Pasqua!

Chiara Saggioro, D.Sci., Ph.D.

Alfredo Saggioro, M.D.

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Prof. ALFREDO SAGGIORO

Gastroenterologia, Epatologia, Medicina Interna, Medicina Funzionale

 

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Biologa  D.Sci., Ph.D. 

Nutrizionista  Funzionale

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