• Alfredo Saggioro

FORSE IL GLUTINE STA UCCIDENDO IL VOSTRO CERVELLO? PARLIAMO DI SENSIBILITA' AL GLUTINE


Nell'ultimo decennio, è aumentata esponenzialmente all'interno della comunità medica e del pubblico in generale la consapevolezza dei potenziali effetti dannosi del glutine.

Di questo vogliamo scrivere in questo post, riportando molte conoscenze che derivano dalla letteratura scientifica, consapevoli del fatto che un numero crescente di operatori sanitari sta riconoscendo che la malattia celiaca è solo una manifestazione estrema della sensibilità al glutine e che moltissimi soggetti, inconsapevolmente, possono essere affetti da sensibilità al glutine non celiaca (NCGS = non celiac gluten sensitivity).

La sensibilità al glutine non celiaca è più frequentemente associata a sintomi del sistema digestivo, ma oggi siamo sempre più coscienti che questo disordine può avere effetti altrettanto nocivi a livello sistemico, anche sul cervello.

Se questo argomento vi sembra interessante, continuate a leggere per imparare quale sia il rapporto tra la sensibilità al glutine non celiaca e il cervello e come il trattamento di questa condizione possa invertire con successo molti disturbi di salute mentale e molte malattie neurodegenerative.

Che cos’è esattamente la sensibilità al glutine non celiaca (o ipersensibilità al glutine o NCGS)?

La sensibilità al glutine non celiaca (NCGS) è un disordine gastrointestinale cronico distinto dalla malattia celiaca, per il quale i soggetti affetti avvertono una vasta gamma di sintomi nel momento in cui assumono il glutine. (1,2)

La malattia celiaca è stata per lungo tempo considerata come l’unica manifestazione legittima della sensibilità al glutine ma oggi molti studi di ricerca indicano che lo spettro della sensibilità al glutine è molto più ampio di quanto originariamente pensato. (3,4,5,6)

Il termine NCGS è usato per designare altre forme di sensibilità al glutine all’interno di questo spettro. Come nella malattia celiaca, la NCGS stimola il sistema immunitario; tuttavia, è oggi riconosciuto che la NCGS stimola l'attività immunitaria innata, mentre la malattia celiaca attiva sia il sistema immunitario innato, sia quello adattativo.(7) Inoltre, la NCGS aumenta gli anticorpi CD-collegati ma non causa l'atrofia dei villi intestinali.(8) I sintomi della NCGS migliorano o scompaiono quando il glutine è rimosso dalla dieta e riprendono se il glutine viene reintrodotto. I criteri diagnostici per la NCGS sono i seguenti:

L’ingestione di glutine suscita la rapida insorgenza di sintomi intestinali e extra-intestinali.

I sintomi intestinali possono essere distensione addominale, meteorismo, alvo che alterna stipsi a dissenteria, gonfiore, mentre i sintomi extra-intestinali possono variare da dolori alle articolazioni, a problemi alla vista, mancanza di concentrazione o sensazione persistente di affaticamento.

  • I sintomi scompaiono se il glutine è rimosso dalla dieta e riprendono se il glutine è reintrodotto.

  • È stata esclusa l’allergia al grano.

  • Sono stati esclusi i marcatori specifici di malattia celiaca.

  • La mucosa intestinale è normale (non c’è atrofia dei villi).

  • Gli anticorpi antigliadina (soprattutto IgG) possono essere positivi (50 per cento dei pazienti NCGS sono positivi).

  • HLA-DQ2 e/o HLA-DQ8 possono essere positivi (40 per cento dei pazienti NCGS sono positivi).

Studi di ricerca hanno stimato che circa 18 milioni di americani presentano sensibilità al glutine, una dato che è sei volte maggiore rispetto al numero degli americani che soffrono di malattia celiaca.(9) Possiamo affermare con certezza che le stesse stime possono essere trasferite anche alla popolazione europea e agli italiani in particolare.

Quello che ci sorprende è che, nonostante la ricchezza di prove scientifiche su questo argomento e il numero consistente di persone che possono essere influenzate dalla NCGS, c'è una generale mancanza di consapevolezza dei medici sui sintomi, sui disturbi correlati e sui test per la NCGS, e questa condizione rimane in gran parte non diagnosticata e non trattata.

La sensibilità al glutine è forse la reazione non-celiaca e non riferibile a un’allergia al grano che occorre più di frequente. Va ricordato che non è l’unica, perché è anche possibile che ci siano persone che presentano sensibilità ad altri peptidi presenti nel grano o in altri cereali, come l’agglutinina del germe di grano (WGA), che è una lectina che agisce da sistema di difesa contro la scomparsa della specie, gli inibitori dell'alfa amilasi e della tripsina, presenti anche nella soia, e le exorfine del glutine, che sono dei sottoprodotti della digestione del glutine che agiscono come veri e propri oppioidi.(10,11,12)

Sensibilità a questi peptidi possono causare sintomi simili alla sensibilità al glutine. Il termine usato per descrivere questa reattività è sensibilità al grano non-celiaca (NCWS = non celiac wheat sensibility).

Infine, NCGS e NCWS sono sicuramente più comuni di quanto in genere sia riconosciuto, tuttavia non c'è alcuna prova che il glutine provochi malattie neurologiche in persone che non sono intolleranti al glutine. Il glutine non colpisce tutte le persone nello stesso modo.

Solo in chi è sensibile e suscettibile, il glutine può avere effetti significativi sulla salute neurologica.

LA NCGS HA EFFETTI SULL’ASSE INTESTINO-CERVELLO.

I sintomi della NCGS possono essere limitati a disturbi gastrointestinali, comprendenti diarrea, stipsi e gonfiore addominale; tuttavia, sempre un maggior numero di studi scientifici indicano che, in alcuni individui suscettibili, la NCGS può avere un impatto significativo sul cervello.

Questo è motivo di preoccupazione, dato il numero stimato di persone che possono avere la NCGS non diagnosticata e il numero drammaticamente crescente di persone che presentano disturbi di salute mentale o che soffrono di malattie neurodegenerative.

LEGAMI FRA IL GLUTINE E LA SALUTE MENTALE

La NCGS sembra interessare il cervello alterando l’attività lungo l'asse intestino-cervello, che è il sistema di comunicazione bidirezionale tra il sistema nervoso enterico nell'intestino e il sistema nervoso centrale nel cervello e nel midollo spinale.

L’asse intestino-cervello collega la funzione intestinale con i centri emozionali e cognitivi nel cervello.(13)

Informazioni che influiscono sulla salute dell'intestino, quali la dieta e la composizione del microbiota, influiscono pertanto sulla funzione del cervello. La sensibilità al glutine non-celiaca provoca un'infiammazione nell'intestino e, attraverso l'asse intestino-cervello, può causare infiammazione e disfunzioni nel cervello.

LA NCGS PUO’ SCATENARE UNO STATO DI NEUROINFIAMMAZIONE

Nella NCGS, l'infiammazione provocata dal glutine a livello intestinale può provocare infiammazione nel cervello, indicata come neuroinfiammazione. La neuroinfiammazione assume un ruolo centrale nello scatenare le malattie a livello cerebrale. Nella NCGS, sono presenti una serie di passaggi del processo che, al termine, culminano in neuroinfiammazione e alterazioni del cervello.

  1. Il consumo di glutine scatena disbiosi e infiammazione dell’intestino e aumenta la permeabilità della barriera intestinale.

  2. L’aumento della permeabilità intestinale consente ai lipopolisaccaridi (LPS) prodotti dai batteri intestinali di superare la barriera intestinale e entrare nella circolazione sistemica. Questi lipopolisaccaridi inducono il sistema immunitario a liberare citochine pro-infiammatorie.

  3. I lipopolisaccaridi e le citochine proinfiammatorie circolanti determinano un accumulo di tossine a livello sanguigno, che a loro volta suscitano infiammazione sistemica.

  4. Quando l’infiammazione sistemica raggiunge il cervello, dà origine a neuroinfiammazione.

  5. La neuroinfiammazione porta a disfunzione cerebrale, alterazioni cognitive e a un aumento di suscettibilità per le malattie neurodegenerative, e, in primo luogo, demenza e Alzheimer.

La neuroinfiammazione è associata con molte disfunzioni che si manifestano a livello cerebrale e in particolare con depressione e ansia,(14) disordini bipolari,(15,16) schizofrenia,(17) ADHD (18) e a una maggior suscettibilità alle malattie neurodegenerative(19). Per questo motivo la NCGS può essere una causa soggiacente di neuroinfiammazione, che determina un’alterazione graduale del normale funzionamento del cervello e determina, nel tempo, manifestazioni di alterata salute mentale e la comparsa di malattie neurologiche.(20)

SENSIBILITÀ AL GLUTINE, DEPRESSIONE E ANSIA

La sensibilità al glutine non-celiaca è stata collegata ad ansia e depressione. Nella NCGS, il glutine può portare a sintomi depressivi inducendo anomalie nella produzione di serotonina e provocando cambiamenti nel microbiota dell'intestino.(21,22,23)

Gli studi circa gli effetti di una dieta priva di glutine su ansia e depressione in pazienti con NCGS sono ancora limitati, ma uno studio longitudinale su pazienti con malattia celiaca ha evidenziato che, in una osservazione della durata di un anno, la dieta priva di glutine ha migliorato significativamente i sintomi di ansia.(24)

Inoltre, in una piccola casistica di pazienti con diagnosi di malattia celiaca in età adulta che in precedenza non avevano trovato beneficio da terapie antidepressive, la dieta priva di glutine è stata in grado di migliorare rapidamente i sintomi depressivi.(25)

SENSIBILITÀ AL GLUTINE E DISTURBO BIPOLARE

Il disturbo bipolare, che è un disturbo della salute mentale caratterizzato da periodi di alternanza di euforia e depressione, e da fluttuazioni di energia, è noto per essere resistente ai convenzionali trattamenti farmacologici. La ricerca ha dimostrato che la neuroinfiammazione è un denominatore comune nei pazienti con disturbo bipolare.(26) Un numero sempre maggiore di evidenze confermano che la sensibilità al glutine può rappresentare l’elemento chiave scatenante la neuroinfiammazione in individui affetti da questa disfunzione. Parecchi studi hanno evidenziato che gli individui con disturbo bipolare dimostrano livelli significativamente aumentati di anticorpi IgG anti-gliadina nel loro sangue, ma non altri marcatori della malattia celiaca, suggerendo la presenza di sensibilità al glutine non celiaca.(27,28)

SENSIBILITÀ AL GLUTINE E SCHIZOFRENIA

Nella comunità medica, l’opinione prevalente, per quanto riguarda la schizofrenia, è che si tratti di un disordine cronico e incurabile che può essere gestito solo con un cocktail di farmaci. Tuttavia, prove scientifiche ben evidenti sono state sotto gli occhi di tutti per anni indicando che la sensibilità al glutine può svolgere un ruolo importante nella patogenesi della schizofrenia. Fin dal 1950, i ricercatori stavano studiando il legame tra la sensibilità al glutine e la schizofrenia; diversi studi hanno evidenziato come i pazienti schizofrenici hanno avvertito un miglioramento sintomatologico rilevante con l'inizio di una dieta priva di glutine. (29,30,31,32) Più di recente, una serie di studi ha dimostrato che gli individui con psicosi di recente insorgenza e molteplici episodi di schizofrenia presentano anticorpi IgG e IgA anti-gliadina, suggerendo la presenza di sensibilità al glutine non celiaca. (33,34). Il meccanismo mediante il quale la sensibilità al glutine induce i sintomi della schizofrenia è attraverso l'induzione d’infiammazione sia nell'intestino, sia nel cervello, attraverso l'asse intestino-cervello.

SENSIBILITÀ AL GLUTINE E AUTISMO

L’autismo può essere parte dello spettro della sensibilità al glutine. Mentre gli studi non indicano il glutine come l'unica causa dell'autismo, la sensibilità al glutine non celiaca sembra giocare un ruolo nella disfunzione dell'asse intestino– cervello caratteristica dell’autismo.(35) È stato ipotizzato che i peptidi oppioido-simili formati dalla degradazione incompleta del glutine fuoriescano dall'intestino, entrino nella circolazione sistemica e attraversino la barriera emato-encefalica, interessando dannosamente la neurotrasmissione e causando alterazioni nel comportamento.(36) Nei bambini con autismo sono stati trovati aumenti significativi di livelli di anticorpi IgG anti-gliadina,(37) e una dieta priva di glutine può produrre cambiamenti favorevoli nel comportamento autistico.(38)

SENSIBILITÀ AL GLUTINE E ADHD

La sensibilità al glutine non-celiaca può anche contribuire ai cambiamenti di comportamento caratteristici dei disordini del difetto di attenzione/iperattività (ADHD = attention-deficit/hyperactivity disorder).(39) Sei mesi di dieta priva di glutine sono risultati in un miglioramento dei sintomi in pazienti con ADHD.(40)

SENSIBILITÀ AL GLUTINE E MALATTIE NEURODEGENERATIVE

Attraverso i suoi effetti sull'asse intestino-cervello, l’ingestione di glutine può anche predisporre gli individui NCGS al declino conoscitivo e una maggiore vulnerabilità alle malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer e la malattia di Parkinson.(41) L’infiammazione sistemica caratteristica della sensibilità al glutine non celiaca può favorire la deposizione di placche amiloidi e grovigli neurofibrillari, fenomeni caratteristici del morbo di Alzheimer.(42) Inoltre, un recente studio ha concluso che la disfunzione intestinale rappresenta una delle manifestazioni più precoci della patologia della malattia di Parkinson; così, la malattia sembra aver origine nell'intestino e poi diffondersi al cervello attraverso l'asse intestino-cervello.(43)

Vediamo ora come si può mettere rimedio a tutto ciò!

RIPARARE L’ASSE INTESTINO-CERVELLO

Per modificare la progressione dei disordini di salute mentale e delle malattie neurodegenerative precipitate dalla sensibilità al glutine non celiaca, la salute dell'asse intestino–cervello deve essere ripristinata. Questo è possibile iniziando una dieta priva di glutine, ripristinando la salute del microbiota, riducendo l'infiammazione sistemica e riabilitando l'asse intestino-cervello attraverso la stimolazione del nervo vago.

ELIMINARE IL GLUTINE DALLA DIETA

La base fondamentale del trattamento per la sensibilità al glutine non celiaca è la rimozione del glutine dalla dieta. Gli studi e la nostra esperienza indicano che quando il glutine è rimosso dalla dieta degli individui con NCGS, il risultato sarà una risoluzione completa dei sintomi.(44) Una dieta densa di nutrienti che contenga abbondanti verdure e alcuni frutti, fonti di proteine animali di alta qualità, un sano equilibrio tra grassi, noci e semi e, forse, alcuni cereali privi di glutine è un grande quadro per un'equilibrata dieta priva di glutine.

RIPRISTINARE IL MICROBIOTA

Il ripristino di un microbiota sano è cruciale nel trattamento della NCGS, poiché l’ingestione di glutine a lungo termine in individui con NCGS può provocare significative disbiosi. La ricerca indica che probiotici come Bifidobacteria e Lactobacilli, combinati con prebiotici come FOS e inulina, possono contribuire a ridurre la neuroinfiammazione nella NCGS ripristinando un normale equilibrio microbico.(45,46)

RIDURRE L'INFIAMMAZIONE

Un altro aspetto della NCGS che deve essere affrontato è il danno ossidativo e la deplezione di antiossidanti. Si può utilizzare, per alimentarsi, una dieta antinfiammatoria priva di glutine e questa è la chiave per ridurre l'infiammazione dell'intestino e del cervello. Tuttavia, il recupero degli antiossidanti è altrettanto cruciale. Questo può essere fatto attraverso il consumo di alimenti ricchi di antiossidanti, che costituiscono un "pacchetto completo" di composti utili che beneficiano la nostra salute, come pure utilizzando supplementi di alcuni nutrienti mirati come ubichinone e acetil-L-carnitina, che sono in grado di proteggere il cervello dai danni ossidativi.(47)

SI PUÒ PROVARE LA STIMOLAZIONE DEL NERVO VAGO

Il nervo vago è un nervo cranico che collega l’intestino al cervello, oltre che a diversi altri organi viscerali chiave ed è un componente critico dell'asse intestino-cervello. Due tipi di segnali viaggiano lungo il nervo vago: segnali afferenti, che trasmettono informazioni dall'intestino al cervello, e segnali efferenti, che trasportano informazioni dal cervello all'intestino. Il nervo vago media l’attività del sistema nervoso parasimpatico, la divisione del sistema nervoso responsabile, fra le tante, delle funzioni di "riposo e digerisci". La stimolazione del nervo vago, aumentando l’impulso parasimpatico, ha dimostrato di ridurre la risposta del corpo allo stress, di diminuire la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, di stimolare la digestione, di ridurre l'infiammazione e modificare la funzione di alcune parti del cervello.(48)

La stimolazione del nervo vago consiste in un lieve impulso di energia elettrica attraverso il nervo vago, attivando così il sistema nervoso parasimpatico. Nella stimolazione del nervo vago convenzionale, un dispositivo è chirurgicamente impiantato sotto la pelle e collegato al ramo di sinistra del nervo vago utilizzando un filo. Quando attivato, il dispositivo invia segnali elettrici lungo il nervo vago. Fortunatamente, questa forma invasiva di stimolazione del nervo vago non è più una necessità, oggi sono disponibili o in studio dispositivi di stimolazione del nervo vago non invasivi.

Mentre non sono ancora approvati e utilizzati negli Stati Uniti, questi dispositivi non invasivi sono stati approvati in Europa per il trattamento di epilessia, depressione e dolore. Noi stessi stiamo studiando un piccolo device, impiantabile endoscopicamente nella piccola curvatura gastrica, in prossimità della massima concentrazione di fibre vagali, capace di indurre una attivazione prevalente del sistema parasimpatico. La stimolazione del nervo vago può essere utile per la guarigione dell'asse intestino-cervello nella sensibilità al glutine non celiaca, grazie alla sua capacità di ridurre lo stress e la risposta infiammatoria e aumentare i processi di guarigione. La stimolazione del nervo vago attenua le lesioni all'intestino indotte dai lipopolisaccaridi (LPS) e accentua le riparazioni delle giunzioni strette tra le cellule epiteliali intestinali.(49)

Eliminando la disbiosi e migliorando l’impermeabilità dell’intestino, l’infiammazione sistemica si riduce, e questo a sua volta riduce la neuroinfiammazione indotta dalla sensibilità al glutine. La stimolazione del nervo vago, inoltre, è risultata essere efficace nel trattamento della depressione e del disturbo bipolare, e studi di ricerca sempre più frequenti suggeriscono che potrebbe essere valida anche negli individui con schizofrenia, autismo e malattia di Alzheimer.(50,51,52,53,54)

Questi dati confermano il potenziale della stimolazione del nervo vago per riparare entrambe le estremità dell'asse intestino-cervello, cioè l’intestino e il cervello.

Ora ci piacerebbe sentire la vostra opinione.

Avete mai notato se il consumo di glutine influisce sulla salute mentale? Vi hanno mai consigliato una dieta senza glutine per il trattamento di un disturbo di salute mentale o per una malattia neurodegenerativa?

Saremo felici dei vostri commenti!

Come potete vedere abbiamo riportato molte voci dalla letteratura a suffragio di quanto abbiamo scritto. Questo per gli scettici, ma anche per un eventuale arricchimento culturale su fonti documentate, e basterà cliccare sulla voce per avere il link diretto.

Non si pretende con questo di avere trovato la soluzione, ma sicuramente un potenziale momento di approccio diverso a tutta una serie di patologie che vengono comunemente definite progressive e senza prospettive di miglioramento o guarigione.

Ci sono anche altri modi di lavorare sull’infiammazione sistemica e cerebrale che sicuramente vanno utilizzati assieme a dieta, restituzione dell’integrità del microbiota, ricostruzione della barriera intestinale e funzione vagale.

Per questo motivo, come sempre, vi invitiamo e rivolgervi a un professionista in grado di consigliarvi e seguirvi, evitando il “fai da te” che, quasi sempre, porta a delusioni.

Buona salute!

Chiara Saggioro, D.Sci., Ph.D.

Alfredo Saggioro, M.D.

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Prof. ALFREDO SAGGIORO

Gastroenterologia, Epatologia, Medicina Interna, Medicina Funzionale

 

Dr.ssa CHIARA SAGGIORO

chiara.saggioro@medicinafunzionale.org

Biologa  D.Sci., Ph.D. 

Nutrizionista  Funzionale

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