LA FORZA DEI POLMONI...SFATIAMO UN ALTRO MITO! I SOSTENITORI DEL CARDIOFITNESS CI PERDONERANNO...

May 19, 2016

 Assieme alla lunghezza dei telomeri e alla salute mitocondriale, il terzo fattore fondamentale, anti-age, che ci consente quindi di invecchiare più lentamente e meglio è la forza dei polmoni.

 

Siamo però sicuri che la maggior parte di voi non non sa che  le cellule che rivestono e formano gli alveoli polmonari , quelle microunità deputate allo scambio di ossigeno fra aria inspirata e sangue (globuli rossi) - una volta invecchiate o danneggiate vengono sostituite a una velocità che è inferiore a quella per cui muoiono, e lo diventa sempre più con l’età. 

 

In breve, con l’età sono più le cellule che muoiono che quelle che si riformano.

                                                                   (adattato da Biological Aging Measurement Dr.Dean Ward, 1988)

 

Si determina, in questo modo, un lento e graduale accartocciamento del polmone, che non è più in grado di espandersi nella maniera giusta e svolgere la sua funzione. Meno ossigeno diventa disponibile, e questo riduce la vostra forza, la capacità di resistenza e di difendervi dalle malattie.

 

Una forza polmonare ben efficiente combatte le infezioni e vi aiuta a essere resistenti alle malattie. Anche il comune raffreddore non trova spazio se il sangue è pieno di ossigeno fresco.

 

Una cronica mancanza di ossigeno scatena invece una reazione a catena pericolosa: la mente diventa nebbiosa... la vostra energia si prosciuga facilmente... anche il semplice atto di scendere dal divano può lasciare senza fiato... e il vostro corpo diventa un bersaglio inerme per qualsiasi numero di malattie mortali.

 

Ed ecco la parte peggiore... Più piccoli diventano i polmoni, maggiore la probabilità di morire - per tutte le cause!

 

Ma ci sono anche le buone notizie: se vi date da fare per aumentare la forza dei vostri polmoni e la loro capienza, questo significa estendere il numero di anni in buona salute nella vostra vita.  

 

La grande notizia è che questo è possibile, come è possibile ottenere... un allungamento dei telomeri... e la creazione di più mitocondri produttori di energia.

 Lo si può ottenere attraverso programmi innovativi di esercizio fisico, e alcuni di questi esercizi li troverete presto in questo sito.

 

Questo obiettivo lo si raggiunge accelerarando progressivamente lo sforzo cardiopolmonare.

 

Un vero e proprio regime di fitness anti-invecchiamento.

 

Una routine di esercizi brevi ma vigorosi e d’intensità crescente, progettati specificatamente per migliorare gli indicatori d’invecchiamento, e questo non richiede di passare la propria giornata ad esercitarsi o palestre superattrezzate: tutto si può fare a casa propria, nel proprio giardino, in un parchetto pubblico, o anche per strada…

 

Brevi raffiche di esercizio impegnativo possono aiutare a rallentare l'orologio dell’invecchiamento, allungare la vostra vita e rendono più resistenti alle malattie.

Una sorta di allenamento di potenza ad interval training, che riesce ad aumentare la capacità polmonare e quindi la salute generale dell’organismo.

 

L’interval training consiste nel portare il corpo ad uno sforzo intenso, raggiungendo rapidamente valori vicini all’80% della propria frequenza cardiaca massima e poi fare dei recuperi, in modo da riportare la frequenza ai livelli normali.

Il risultato è un aumento graduale della capacità e della forza polmonare e rappresenta il sistema migliore per chi desidera allenare la salute del proprio corpo.

Pressione massimale inspiratoria in mmH2O durante un periodo di training in soggetti sottoposti ad allenamento di resistenza (ET) o interval training (HIT)

(adattata da C.A. DUNHAM The effects of high intensity interval training on pulmonary function, Tesi Master of Sciences, Kansas University 2008)

 

In uno studio approfondito, alcuni ricercatori di Londra hanno trovato che le persone che avevano fatto  esercizio fisico vigoroso, per periodi relativamente brevi di tempo, ogni giorno, avevano telomeri che sembravano 9 anni più giovani di quelli di di chi non aveva fatto esercizio o troppo esercizio prolungato. [1]

 

Uno studio condotto separatamente, da altri ricercatori, ha mostrato che brevi raffiche di esercizio vigoroso risultavano in una biogenesi mitocondriale. [2]

 

Questo significa che questo genere di attività fisica determina un aumento di forza e longevità aumentando i mitocondri e la lunghezza dei telomeri.

 

E ancora un altro studio ha rivelato che brevi periodi di esercizio intenso che mettono sotto stress i polmoni aumentano i livelli di VO2 max. [3] VO2 max misura quanto velocemente è possibile ottenere ossigeno nel sangue. È un buon indicatore di forza polmonare e di giovinezza dei vostri polmoni. Più ossigeno è possibile ottenere per il vostro corpo, più da giovane il vostro corpo agisce.

 

E allora questa tecnica di fare esercizio intenso per brevi periodi, che possono essere anche soltanto 12 minuti, è miracolosa?

Non fa solo questo: brucia i grassi, allevia lo stress e costruisce la forza nei muscoli e ossa.

 

Se è così, vi domanderete perché la maggior parte della gente non ne ha sentito parlare prima d'ora?

Esiste una spiegazione semplice, per decenni la maggior dei parte medici, gli organismi sanitari, e il ministero della salute ci hanno detto che il percorso per una buona salute deve essere seguito attraverso l'allenamento aerobico, o "cardio".

 

Ma niente potrebbe essere più lontano dalla verità... Fate "cardio"un po’ in eccesso e sarete malati, stanchi e vecchi prima del tempo.

 

Comprendiamo che sarete stupiti, ma ora vi spieghiamo perché…

 

Questa è la dura verità sugli esercizi di “cardio” fitness

 

Quando parliamo di "cardio", non stiamo parlando di andare a fare una camminata... spendere pochi minuti su una macchina ellittica... o farsi un paio di vasche a nuoto.

"Cardio" è l’abbreviazione che sta per allenamento di resistenza cardiovascolare (cardiovascular endurance training). È l'idea che bisogna alzare la frequenza cardiaca per un lungo periodo di tempo, per almeno 20 minuti e di solito per molto di più. È quello che avviene quando si spendono 45 minuti su un tapis roulant, o si corre per chilometri ogni giorno.

 

Noi non facciamo “cardio”, lo odiamo!

 

E odiamo quello che provoca ai nostri pazienti.

 

Li rende consunti. Brucia i loro muscoli. Inibisce il loro sistema immunitario. Logora le loro articolazioni. Provoca infiammazione. E non è tutto. Troppo cardio fitness riduce drasticamente la potenza di del vostro cuore come pompa, che poi sarebbe il suo unico compito.

 

Uno studio della Harvard University dimostra che esercizi di lunga durata come il cardio fitness possono effettivamente aumentare il rischio di malattia cardiaca e  di morte precoce. [4]

 

Ma il cardio fitness fa ancora più danni. Restringe anche i polmoni. E rende le ossa più deboli. E anche riduce il vostro desiderio sessuale. In altre parole, vi fa vecchi prima del tempo.

 

Se vogliamo raccontarcela tutta, fare esercizio fino ad esaurimento con "cardio" è semplicemente una attività non naturale.

 

I vostri antenati non correvano per chilometri alla volta. Non saltavano intorno per un'ora facendo aerobica. Avevano brevi sequenze di attività intensa - sprint per catturare il cibo, o per evitare di diventare cibo a loro volta.

 Ecco perché erano magri e forti.

 

Il concetto di esercizio di resistenza cardiovascolare — come la maratona o l’aerobica — va contro le regole per cui il vostro corpo è stato costruito per esercitare le sue capacità di muoversi.

 

E può danneggiarvi nel lungo termine.

 

Quel che è peggio è il consiglio degli esperti di fitness di oggi che ti dicono di fare cardio in modo da arrivare in quella che viene definita la fat-melting zone (zona in cui il grasso comincia a sciogliersi).

 

Il guaio è che anche questo è anti fisiologico. Voi non dovreste volere essere nella zona di fusione del grasso.

 

Ogni volta che ci si immette in tale zona, programmate il corpo a utilizzare il grasso come combustibile. Inviate, quindi, un segnale un segnale al vostro cervello che avete bisogno di grasso.

E il vostro corpo risponde accumulandone, così avrete combustibile da bruciare.

 

Lasciateci dire, ancora una volta... 

 

“Cardio” vi fa accumulare grasso.

 

Vedete, non importa quanto grasso si scioglie durante una corsa sul tapis roulant... o quante ore voi passate presso la palestra... o se seguite uno di quei DVD di allenamento "folle".

 

Tutto quello che conta è ciò che succede al vostro corpo quando vi fermate.

 

Quando finite un allenamento cardio, il vostro corpo incomincia a lavorare allo stoccaggio di grasso da utilizzare come carburante per l'allenamento successivo.

 

E questo è il motivo per cui, se siete alla ricerca frenetica di perdere qualche chilogrammo, quegli ultimi testardi chili di peso non sembrano mai staccarsi da voi anche facendo più cardio.

 

Il “cardio” sta lavorando contro di voi.

 

Bisogna utilizzare programmi al ritmo giusto, che siano in grado di ripristinare il metabolismo naturale del vostro corpo e riallenarlo a immagazzinare l'energia nei muscoli, proprio come fecero i vostri antenati...

 

Buona salute!

 

Alfredo Saggioro M.D.

Chiara Saggioro D.Sci.,Ph.D.

 

Per saperne di più:

1. Lee IM, Hsieh, CC, Paffenparger, RS Jr. Exercise intensity and longevity in men. The Harvard Alumni Health Study. JAMA. 1995;273(15):1179—1184.

2. Little JP1, Safdar A, Bishop D, Tarnopolsky MA, Gibala MJ. An acute bout of high-intensity interval training increases the nuclear abundance of PGC-1α and activates mitochondrial biogenesis in human skeletal muscle. Am J Physiol Regul Integr Comp Physiol. 2011 Jun;300(6):R1303-10. doi: 10.1152/ajpregu.00538.2010. Epub 2011 Mar 30.

3. Galbraith A, Hopker J, Cardinale M, Cunniffe B, Passfield L. “A One-Year Study of Endurance Runners: Training, Laboratory and Field Tests.” Int J Sports Physiol Perform. 2014 Mar 19. Epub ahead of print. 2.Rodas G, Ventura J, Cadefau J, Cussó R, Parra J. “A short training programme for the rapid improvement of both aerobic and anaerobic metabolism.” Eur J Appl Physiol. 2000;82(5-6):480

4. Lee I, et al. Relative intensity of physical activity and risk of coronary heart disease. Circulation. 2003 Mar 4;107(8):1110-6.

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