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L'EMICRANIA VI RENDE PIU' INTELLIGENTI?



Se soffrite di emicrania, sapete quanto questa situazione può rendervi la vita difficile. Le persone con emicrania non solo hanno a che fare con il dolore e il disagio dei mal di testa forte e insistente, ma sono anche ad alto rischio di una varietà di altre malattie.

Gli studi di ricerca evidenziano come gli emicranici abbiano un rischio doppio di malattia cardiaca [1], un aumento della malattie dell'occhio [2] (malattie della retina) e persino di suicidio [3].

Di fronte a questi dati è sorprendente, anche per i ricercatori di un recente studio, il risultato che le persone che soffrono di emicrania sembrerebbero protette dal declino conoscitivo normalmente associato all’invecchiamento.


Dolore alla testa

Le emicranie sono mal di testa periodici caratterizzati dalla distribuzione da un solo lato, comunemente con una sensazione pulsatile; gamme di gravità da moderato a grave e disattivazione; comunemente iniziano nell'adolescenza; comunemente con un'eredità materna, costante con l'eredità del DNA mitocondriale dalla madre; due volte più comune nelle donne (5-25%) che negli uomini (2-10%); durata tipica di "attacco" di emicrania è 4-72 ore. 80% dell'emicrania è "emicrania comune" o "emicrania senza aura". Fotofobia e fonofobia (eccessiva sensibilità alla luce e suono, rispettivamente) sono comuni, come frequente è la nausea, portando talvolta a vomito.

Le emicranie, è noto, possono quindi durare per ore e persino giorni. Quando un’emicrania ti colpisce, di solito non puoi che correre in camera da letto, rendere la stanza più scura possibile e, di solito, ci si sente molto stanchi il giorno successivo al termine dell’episodio emicranico.

L’emicrania con aura è caratterizzata da sintomi/deficit neurologici focali; la localizzazione del coinvolgimento neurologico è stata attribuita tradizionalmente a vasospasmo cerebrale regionale, portando a riduzione del flusso sanguigno e di funzione dei neuroni/cervello compromessi nelle zone colpite. L’emicrania con aura si può presentare con qualsiasi combinazione dei seguenti sintomi associati: visione offuscata/alterata tra cui scotomi (la percezione di "lampeggianti"), vertigine/vertigini, allucinazioni come se si sentissero suoni non reali o si vedessero immagini non reali. Alcuni pazienti avvertono l'aura come iper/ipo-attività, depressione, desiderio di cibo, sbadigli e cambiamenti di umore. Oltre il 50% dei pazienti di emicrania presentano come risultato una significativa compromissione delle attività di vita e delle relazioni personali.


Gli strani risultati della ricerca


I ricercatori conoscevano da tempo che le persone che soffrono di emicrania tendono a segnare uno score più basso nei test di cognizione e memoria.

La Dr. Amanda Kalaydjian e il suo team hanno deciso di cercare di scoprire gli effetti che potrebbero avere sul cervello i mal di testa dell’emicrania.

Mentre la causa esatta del mal di testa sembrerebbe ancora essere indefinita, gli scienziati erano da tempo a conoscenza che i vasi sanguigni nel cervello ed in altre parti del corpo si costringono durante l’attacco, cioè diventano più piccoli. Questa costrizione potrebbe portare conseguenze al cervello nel lungo termine.

Gli scienziati sono abbastanza certi che questa riduzione del flusso ematico causato dalla costrizione dei vasi sanguigni sia responsabile dei rischi più elevati di altre malattie, in associazione all'emicrania. Se il cuore riceve meno sangue, ha senso pensare che le persone che soffrono di emicrania presentino un rischio maggiore di malattie cardiache. Lo stesso vale per l'occhio e la malattia della retina. Ma, questa associazione potrebbe essere valida anche per il cervello?

I ricercatori hanno deciso di seguire 1.448 donne (204 delle quali soffriva di emicranie) per 12 anni e vediamo cosa è successo alle loro capacità cognitive nel corso del tempo.

Le donne che soffrivano di emicranie presentavano test con score inferiori per cognizione e memoria rispetto alle donne che non avevano avuto emicranie all'inizio dello studio. Dodici anni più tardi i ricercatori hanno eseguito nuovamente i test sulle stesse donne e si sono stupiti di osservare che le donne che soffrivano di emicranie avevano perso molto meno delle loro capacità cognitive rispetto alle donne che non avevano avuto emicranie [4].

Le donne che hanno avuto attacchi di emicrania con aura sono state quelle che hanno presentato valori migliori ai test eseguiti.

I ricercatori stanno ora grattandosi la testa cercando di capire i risultati dello studio.

L'unica teoria che sono in questo momento in grado di formulare è che alcuni dei farmaci usati dai sofferenti di emicrania possano contribuire a tenere i loro cervelli giovani, o che ci sia qualcosa, nell’avere episodi di emicrania che sia in grado di proteggere il cervello. I farmaci che hanno più probabilità di proteggere il cervello sono gli antidolorifici di auto-somministrazione, FANS (come ibuprofene) e la loro capacità di ridurre l'infiammazione. Purtroppo sono tutti nocivi, specie se utilizzati a lungo termine.

Qui entra in gioco la Medicina Funzionale, che non si è mai limitata a considerare l’emicrania come una malattia, ma solamente un sintomo di una compromissione più generale.


Voi non dovete soffrire


Perché vi abbiamo portato questo esempio, ricavato dalla letteratura: qualunque sia il sintomo va ricercata accuratamente la causa, e non bisogna trattarlo semplicemente, nascondendolo con i farmaci. Questo può essere inizialmente necessario, per consentirvi una qualità di vita decente. Ma lo scopo ultimo è sempre la guarigione e questa può derivare solo dall’identificare la cause metaboliche che sono soggiacenti, spesso misconosciute e che possono determinare quello stato di infiammazione cronica di basso grado che si manifesta talora con sintomi i più disparati, dei quali l’emicrania è un esempio.

Infatti, la via finale comune per i mal di testa "primari" (emicrania e cefalea a grappolo) attualmente viene considerata essere l'infiammazione neurogena/cervello: con presenza di mediatori infiammatori nel cervello e nei nervi in grado di attivare i neuroni trigeminali (V nervo cranico) per produrre sia la vasocostrizione sia la sensazione di dolore [5].


Intanto è importante scoprire quali siano gli elementi scatenanti.

Spesso sono gli stessi pazienti a conoscerli bene:


  • Esposizione a sostanze chimiche nell’ambiente

  • Odori molto intensi

  • Alimenti…un esempio riduttivo potrebbero essere vino, cioccolato, ma moltissimi altri, per cui allergie ed eventuali intolleranze vanno compiutamente indagate

  • Ciclo mestruale

  • Stress

  • Mancanza di sonno

  • Postura alterata

  • Famigliarità


Dopo aver identificato il trigger particolare, diventa indispensabile ridurre al minimo l'esposizione a quel particolare elemento scatenante, o come nel caso di qualcosa non si può apparentemente evitare (ad esempio, i periodi mestruali), cercare di comprendere quale sia la causa che rende i momento del ciclo mestruale un elemento di scatenamento degli episodi di emicrania.

I trigger possono essere peggiori da affrontare quando c'è più di uno.

Se, come spessissimo accade, è un problema di stile di vita, bisogna raggiungere la consapevolezza che dobbiamo cambiare, non solo per il sintomo, ma per la nostra vita, che il sintomo avvisa, non sarà felice e longeva.

I rimedi possono essere tanti, ma la Medicina Funzionale saprà individuare quelli a voi necessari e soprattutto:


Questo significa che dobbiamo affidarci a un/a nutrizionista esperto/a che sia in grado, sulla base degli elementi raccolti, di identificare il percorso alimentare più consono a risolvere la situazione, consigliando gli alimenti da favorire, quelli da eliminare assolutamente e quelli da utilizzare con estrema moderazione.



Anche alcuni supplementi possono aiutarci

È importante scegliere bene, sia la qualità che il tipo di integratore, facendosi consigliare da esperti che siano in grado: di fare la diagnosi di causa, di consigliarci le misure necessarie e quelle modifiche allo stile di vita indispensabili per il vostro benessere.


Qui vi facciamo alcuni esempi specifici per l’emicrania:


  • Magnesio: un magnesio di qualità può rappresentare un elemento molto importante per trattare l’emicrania. Il magnesio gioca un ruolo essenziale nel nostro organismo e la maggior parte delle persone non ne assume in quantità adeguata con la dieta.

  • 5-HTP: Il 5-idrossitriptofano (5-HTP) è stato molto studiato come supplemento per prevenire gli attacchi di emicrania. Agisce come mattone indispensabile per costruire molti neuromediatori, in particolare la serotonina, e questo lo rende estremamente utile.

  • Partenio: Il Tanacetum parthenium è una pianta usata da secoli come rimedio per i mal di testa e, ricerche recenti, confermano che è ottima per l’emicrania. Ovviamente deve essere assunta regolarmente e per molto tempo.

  • CoQ10: Il Coenzima Q10 svolge molti compiti nell’organismo ed è un eccellente supplemento per chi soffre di malattie cardiache. Funziona bene anche nei mal di testa da emicrania


E qui esempi per ridurre l’infiammazione:


  • Olio di pesce: L’olio di pesce è uno degli antinfiammatori migliori sul mercato, perché riduce l'infiammazione diminuendo le sostanze ormono-simili (chiamati prostaglandine e leucotrieni) che sostengono l'infiammazione nell’organismo. Non solo quello, ma gli oli di pesce soddisfano molti altri bisogni del corpo essenziali.

  • Enzimi: Alcuni enzimi, assunti lontano dai pasti, agiscono come potenti anti-infiammatori. Questi devono essere di buona qualità e quantità sufficiente per funzionare bene.

  • Erbe: Molte erbe hanno proprietà antinfiammatorie. Zenzero, curcuma, aglio e molte altre lavorano per calmare l'infiammazione.


Buona salute!


Alfredo Saggioro, M.D.

Chiara Saggioro, D.Sci., Ph.D.


Per approfondire:

  1. Rose KM, Carson AP, Sanford CP, et al: Migraine and other headaches: associations with Rose angina and coronary heart disease. Neurology. 2004 Dec 28;63(12):2233-9.

  2. Rose KM, Wong TY, Carson AP, et al: Migraine and retinal microvascular abnormalities: the Atherosclerosis Risk in Communities Study. Neurology. 2007 May 15;68(20):1694-700.

  3. Wang SJ, Juang KD, et al: Psychiatric comorbidity and suicide risk in adolescents with chronic daily headache. Neurology. 2007 May 1;68(18):1468-73.

  4. Kalaydjian A, Zandi PP, et al: How migraines impact cognitive function: findings from the Baltimore ECA. Neurology. 2007 Apr 24;68(17):1417-24.

  5. Tierney ML. McPhee SJ, Papadakis MA (eds). Current Medical Diagnosis and Treatment 2006, 45th Edition. New York: Lange Medical Books; 2006, pages 31-33



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